dicembre 2007

orchestra sinfonica nazionale della rai


Torna all'indice dei contenuti

Vladimir Fedoseev
«Investire nell’arte, per rendere la vita più bella»

di Laura Brucalassi

Fedoseev Avere 75 anni e non sentirli. Vladimir Fedoseev ha appena festeggiato il suo compleanno invitando il Coro Singverein di Vienna a unirsi alla “sua” Orchestra «Cˇajkovskij» di Mosca per un’esibizione memorabile della Missa solemnis di Beethoven. «Nei prossimi mesi – dichiara entusiasta – sarò impegnato in numerosi concerti a Valencia, Berlino, Parigi, Milano e Mosca e non vedo l’ora di iniziare la nuova produzione del Boris Godunov all’Opera di Zurigo, nella primavera 2008».
Tra gli eventi che hanno segnato la sua esistenza si deve ricordare la nomina, nel 1974, a direttore artistico e direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca, oggi conosciuta come Orchestra Sinfonica «Cˇajkovskij». Nell’arco di tre decenni, in questo ruolo, Fedoseev ha creato un rapporto molto speciale con i musicisti e ha sviluppato un profilo distintivo per l’Orchestra. «La “Cˇajkovskij“ – afferma – è diventata la mia “famiglia musicale”. Abbiamo sviluppato una profonda comprensione, un feeling speciale che ci ha permesso di lavorare a un livello artistico notevole».

Maestro, sul podio dell’Orchestra Rai dirigerà pagine di Cˇajkovskij, Stravinskij e Gubajdulina, compositori che hanno condotto la loro ricerca verso la possibilità di trovare un punto di incontro tra la propria tradizione e quella occidentale. Nel mondo contemporaneo, fortemente globalizzato, si possono ancora delineare caratteristiche peculiari della musica colta russa e di quella occidentale?
«Sì, esiste ancora una differenza, sebbene sia molto più difficile individuarla perché oggi predomina la volontà di trovare una propria cifra stilistica. Nelle musiche in programma, comunque, non bisogna sottovalutare il forte radicamento nella tradizione russa, nei suoi miti e nei suoi racconti. A sua volta poi Cˇajkovskij ha influenzato tutti gli autori delle epoche successive, anche quelli della nuova generazione».

Anche le vicende personali dei compositori sembrano trovare riscontro nelle opere in programma…
«È proprio così. Tutte e tre segnano momenti di transizione nella vita artistica dei loro autori. Con Manfred Cˇajkovskij esce da un momento di grande difficoltà esistenziale e creativa, Le chant du rossignol di Stravinskij si situa a cavallo tra il cosiddetto “periodo russo” e quello “neoclassico”, il Poema fiabesco di Gubajdulina nasce nella fase in cui la compositrice stava elaborando il suo stile della maturità».

I racconti dai quali le musiche in programma traggono spunto sono stati letti in chiave simbolica, come metafore della vita e del ruolo dell’artista nella società. Secondo lei qual è la funzione dell’arte nella società di oggi?
«L’arte aiuta a rendere la nostra vita snervante e frenetica un po’ più umana e bella. È provato da vari studi che l’arte rende gli esseri umani più pacifici e anche più intelligenti. Sono convinto che investire nell’arte significa impegnarsi a migliorare le condizioni di vita proprie e delle generazioni future».

Il programma proposto dall’Orchestra Rai presenta una vera e propria rarità: il Poema fiabesco di Sofia Gubajdulina, commissionato nel 1971 dalla Radio di Mosca per la messa in onda della fiaba ceca Il piccolo gessetto. La musica venne registrata dall’Orchestra Sinfonica della Radio, diretta da Maksim Sˇostakovicˇ (figlio del compositore), ma in Unione Sovietica non è mai stata eseguita in concerto. La stessa Gubajdulina volle farne un lavoro orchestrale autonomo, perché le sembrava che rappresentasse una significativa parabola del destino di un artista. Il programma sotteso alla musica è infatti il racconto di un piccolo pezzo di gesso utilizzato per scrivere su una lavagna scolastica: il suo sogno era quello di poter disegnare splendidi castelli, incantevoli giardini con padiglioni e il mare, ma ogni giorno era obbligato a scrivere solo parole noiose, numeri e figure geometriche, tanto da perdere ogni speranza. In un momento di totale oscurità il gesso pensò di essere morto, ma in realtà si trovava solo nella tasca dei pantaloni di un ragazzo, che prese a disegnare sull’asfalto castelli, giardini con padiglioni e il mare con il sole. Disegnando quel mondo meraviglioso il gesso era così felice da non rendersi conto di andare incontro alla sua fine. (l.b.)





giovedì 13 dicembre
ore 20.30 – turno rosso
venerdì 14 dicembre
ore 21 – turno blu
Auditorium Rai
Arturo Toscanini
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Vladimir Fedoseev
direttore
Stravinskij Le chant du rossignol, poema sinfonico
Gubajdulina Poema
fiabesco

Cˇajkovskij Manfred,
sinfonia in si minore op. 58