dicembre 2007

orchestra sinfonica nazionale della rai


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Barbara Hendricks
«Per me la musica è sempre la stessa. Si tratta solo di stili diversi»

di Angelo Chiarle

B Hendricks Disengagement: Amos Gitai ha voluto anche lei nel cast del suo ultimo film. Accanto a una lucida Juliette Binoche, a Jeanne Moreau e ad Asia Argento. Una pellicola provocatoria, scomoda, come tutte quelle del controverso regista israeliano. Profetica e utopistica, proprio come l’attività di Barbara Hendricks, dal 1987 generosa ambasciatrice dell’Alta Commissione per i Rifugiati delle Nazioni Unite. Titolare dal 1998 d’una Foundation for Peace and Reconciliation, creata per rendere vieppiù incisivo il proprio élan irenista.
«Mi piace recitare. L’attività del cantante consiste nel trasmettere emozioni: recitare è assolutamente il perno di ogni cosa. Sia che cantiamo un Lied, sia che cantiamo un’opera, dobbiamo essere anche degli attori. Penso che il mio personale stile di recitazione sia molto cinematografico».
Una carriera assolutamente fuori dagli schemi ordinari quella del grande soprano americano. Un talento che sboccia nell’Arkansas razzista degli anni Cinquanta, nella famiglia di un pastore metodista e d’una maestra. «Sono stata testimone da bambina del movimento per i diritti civili. Ho vissuto questi problemi quasi in prima persona. Pur essendo nata in America, sono stata in qualche modo una rifugiata, perché non avevo una completa protezione da parte della legge come cittadina americana. Ho capito che per preservare quei diritti dovevo diventare una militante attiva e assumermi tutte le mie responsabilità».
La voce è un dono che si sovrappone a questa forte coscienza civica. Barbara comincia a cantare nella chiesa del padre, a scuola. «Il direttore del coro delle scuole superiori era un pianista jazz molto conosciuto. Con lui cantavamo musica di ogni genere, il Messiah di Haendel, il jazz, gli spiritual, i musical di Broadway, le Cantate di Bach». Ma di fare della musica una professione neanche a parlarne in casa.
A vent’anni Barbara si laurea in matematica e chimica all’Università del Nebraska dove avviene la svolta decisiva: l’incontro con il mezzosoprano canadese Jennie Tourel, che la porta con sé alla Juilliard School of Music di New York. «Era l’esempio di cui avevo bisogno, di ciò che un artista può e deve essere: una persona al servizio dell’arte, del suo talento e della musica».
B HendricksIl debutto operistico avviene nel 1974 a San Francisco e Glyndebourne. Da lì inizia una folgorante carriera per una cantante dal timbro cristallino che Karajan paragonava alla Callas «per passione e potenzialità interpretative». «Penso che Karajan – si schermisce la cantante – volesse dire che avevamo la stessa capacità di usare la voce in modo espressivo. Per questo mi ha sempre stimato».
Il portfolio operistico di Barbara Hendricks include una ventina dei ruoli più classici, da Pamina alla Micaela bizetiana, da Gilda a Liù della memorabile Turandot diretta da Zubin Mehta nel 1998 nella Città Proibita di Pechino. L’eclettismo del suo repertorio è eccezionale. Dalla vocalità barocca (Cavalli, Monteverdi, Bach) si estende fino alla musica contemporanea, dal Dies Irae di Penderecki (1976), all’Abbé Agathon di Arvo Paert (2004). Con uno spiccatissimo penchant per la liederistica (memorabile il suo Schubert con Radu Lupu) e significative aperture alla musica francese, americana, scandinava e ultimamente spagnola. Senza dimenticare gli squisiti excursus jazzistici che ogni anno Barbara ama concedersi, dal 1994, anno del debutto al Festival di Montreux.
«Mi diverto quando canto. Mi piace la sensazione che mi dà cantare. Mi piacciono le emozioni che provoca in me e che condivido con il pubblico. Per me la musica è sempre sostanzialmente la stessa. Si tratta soltanto di stili diversi». Divino understatement d’una donna che ha capito esattamente dove porre i propri significati. Come artista e come cittadina del mondo. All’insegna sempre d’un engagement gioioso ed entusiasta.

CONCERTI FUORI SEDE
sabato 15 dicembre Assisi – Basilica Superiore di San Francesco
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
con la partecipazione di solisti ospiti
Pagine sinfoniche e del repertorio tradizionale natalizio
Il concerto sarà mandato in onda il giorno di Natale – dopo la benedizione del Pontefice – su RaiUno e in Eurovisione




giovedì 20 dicembre
Auditorium Rai
Arturo Toscanini
ore 21
concerto straordinario
fuori abbonamento
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Lawrence Foster
direttore
Barbara Hendricks soprano
DA VIENNA
A BROADWAY

Musiche di Lehár, Liszt, Johann Strauss, Bernstein, Gershwi