Il Duo Alterno è formato dal pianista e compositore Riccardo Piacentini e dalla cantante Tiziana Scandaletti. Da dieci anni promuove la riscoperta di un repertorio vocale-pianistico di rara esecuzione. Per la «Stefano Tempia», assieme ad Annamaria Morini e Guido Borselli, propone un programma che profuma di Francia.
Maestro Piacentini, quando è nato il Duo Alterno?
«Nel febbraio 1997, con Tiziana Scandaletti, fui invitato al Festival of Italian Contemporary Music di Vancouver per la prima della mia opera Mal’akhim. In quell’occasione tenemmo anche un concerto e tre masterclass sulla vocalità contemporanea. Fu così che nacque il Duo Alterno. Da allora abbiamo sempre le valigie pronte e viaggiamo promuovendo il repertorio vocale da camera italiano degli ultimi decenni».
Ma il programma proposto allude alla Francia tra Otto e Novecento...
«In effetti la musica da camera italiana è il punto nodale della nostra ricerca, ma non ne dimentichiamo le radici. Alfredo Casella, torinese formatosi a Parigi, riflette nelle sue liriche il gusto della mélodie française e anche le liriche di Franco Alfano, di cui abbiamo inciso un cd monografico così come di Casella, hanno qualcosa di francese. Di qui l’esigenza di estendere la nostra ricerca a quel repertorio».
Ci descriva Jardins sur la pluie, il suo brano in prima esecuzione.
«L’ascolto è il miglior modo di descriverlo. Potrei anticipare che i miei Jardins sono un omaggio ai Jardins di Debussy, che però erano sous la pluie, mentre i miei sono sur la pluie. Dietro questo gioco di proposizioni sta una precisa architettura formale e, quel che più conta, un percorso che dalla musica tradizionalmente intesa porta alla mia “foto-musica”, mix strategico di reportage fotosonori (in questo caso registrati tra Singapore, Cina e Mongolia) e di strumenti live». (a.m.)