febbraio 2007

associazione lingotto musica


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Stefan Dohr e la Mahler Chamber Orchestra
Corno naturale, corno moderno

di Nicola Pedone

DohrSi autodefinisce una "professional touring chamber orchestra" la Mahler Chamber Orchestra fondata nel 1997 da Claudio Abbado con elementi seniores della Gustav Mahler Jugendorchester. Una cinquantina di musicisti provenienti da diciassette paesi; residenze a Ferrara, Aix-en-Provence, Toblach, Lucerna, Salisburgo e Landshut; un repertorio che va dal Barocco alla musica contemporanea; una settantina di concerti ogni anno, dalla musica da camera all´opera; diverse incisioni discografiche (tra quelle recenti, lo stupendo Flauto magico diretto da Abbado che ha vinto il "Gramophone 2006"). Ma soprattutto il suono, quel suono sempre duttile e terso, quella chiarezza nei rapporti tra i settori dell´Orchestra che ha ben presente chi conosce la Mahler e che rappresenta al meglio il marchio Abbado. E poi i programmi, mai banali o scontati. Come questo per Lingotto Musica, sotto la guida di Daniel Harding, che dal settembre 2003 è il direttore musicale dell´Orchestra dopo esserne stato il direttore ospite principale dal 1998 al 2003. Con Harding e la Mco si presenta sul podio Stefan Dohr, primo corno dei Berliner Philharmoniker, per una serata che lo vede protagonista in due dei tre brani in programma: il Concerto per corno e orchestra K. 447 di Mozart (terzo dei quattro bellissimi concerti mozartiani per corno, meno eseguiti di quanto meriterebbero) e lo Hamburgisches Konzert di Ligeti, di ancor più raro ascolto. Dai tempi di Mozart, è ovvio, anche il corno ha conosciuto una trasformazione tecnologica che ha modificato sensibilmente il modo di suonarlo. Per essere un po´ tecnici: il corno moderno, con i suoi cilindri e pistoni, è in grado di coprire agevolmente il totale cromatico dell´estensione, laddove il corno naturale, costituito da un "semplice" tubo ritorto, produce una serie discontinua di suoni, detti armonici, a partire dai quali il cornista è chiamato con particolari abilità a ottenere i suoni mancanti. In tempi recenti, la riscoperta della prassi esecutiva e degli strumenti antichi ha riportato in auge il corno naturale e così si sono affacciati sulla scena concertisti in grado di riproporre la musica del Settecento con strumenti d´epoca o loro copie.

Maestro Dohr, che strumento userà per Mozart?
«Per favore, riservi il "maestro" a quando sarò direttore d´orchestra! Scherzi a parte, in Mozart userò il corno moderno e questo per due ragioni. La prima è che sento di non avere nel corno naturale la stessa preparazione che ho nel corno moderno e questo renderebbe difficile esprimermi pienamente. La seconda è che dovendo suonare con un´orchestra di strumenti moderni – e per di più in un auditorium da duemila posti – temo che il corno naturale non sviluppi una sonorità sufficiente. Avrò comunque bisogno del corno naturale per due movimenti dello Hamburgisches Konzert di Ligeti, precisamente il secondo (Signale) e il terzo (Aria)».

Curioso: Mozart con lo strumento moderno e il nostro contemporaneo Ligeti – almeno in parte – con quello naturale!
«Sì, e non è tutto: bisogna sapere che Ligeti prevede tra i fiati dell´orchestra ben quattro corni naturali. Da un lato questo crea una sorta di rimando al passato, dall´altro però l´autore non vuole che le imperfezioni dei suoni armonici naturali siano corrette; nello stesso tempo chiede al solista di suonare il corno moderno sullo sfondo dei suoni naturali dei corni in orchestra e questo determina un impasto molto interessante e una intonazione del tutto inusuale. Insomma, una vera sfida per il solista».

Una preferenza per il Terzo concerto di Mozart?
«No, l´ho scelto per ragioni di equilibrio, perché mentre il Konzert di Ligeti esplora prevalentemente il registro acuto, spesso molto acuto, dello strumento, il Terzo di Mozart si muove nella tessitura centrale».

SINTONIE

Dal 2003, primo anno della rassegna, il logo di Sintonie è diventato familiare ai piemontesi, che hanno imparato a conoscere e apprezzare la carica comunicativa della Mahler Chamber Orchestra e del suo direttore, Daniel Harding, giovane promessa ormai ampiamente confermata sotto i riflettori della Scala come della Royal Opera House. Allo stesso modo, queste nuove leve della musica mondiale hanno trovato in Torino un punto di riferimento per una diversa modalità di proporre grande musica e, perché no, collegarla al teatro, al cinema e alle arti figurative. Intanto, per il nostro pubblico e per i fedelissimi di Sintonie, ecco questo unico appuntamento musicale, per la cui realizzazione Lingotto Musica ringrazia ancora una volta la Regione Piemonte e la Città di Torino che hanno promosso e sostenuto il progetto, e il Teatro Regio che ha collaborato a realizzarlo.




mercoledì 7 febbraio

Auditorium del Lingotto ore 20.30
I Concerti del Lingotto
Mahler Chamber Orchestra
Daniel Harding
direttore
Stefan Dohr corno
Musiche di Mozart, Ligeti, Haydn Torna all'articolo

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