di Angelo Chiarle
«Orchestra
davvero magnifica, piena di vigore giovanile ed entusiasmo». Ogni città
è storia. È arte: monumenti. È progresso e innovazione.
È gente: tradizioni locali. Sono dinamiche economiche. Sono anche
tensioni sociali e problemi umani... In radice, però, ogni città
è la materializzazione di un sogno. Di eccezionalità ed
eccellenza. Di originalità e irripetibilità. Come ogni sogno,
per durare necessita d´un "cuore" pulsante, dinamico.
Questo il senso della presenza di un´orchestra sinfonica all´interno
di un tessuto cittadino. Questo il punto colto dal giudizio espresso nel
1897 da Richard Strauss sull´allora solamente Concertgebouw Orchestra
di Amsterdam. All´epoca l´ormai celeberrima sinfonica olandese
non aveva ancora spento la decima candelina. L´11 aprile 1888 era
stata inaugurata la Concert-gebouw ("sala da concerti") progettata
dall´architetto Adolf Leonard van Gendt (1835-1901). Un edificio
ancora famoso per l´acustica splendida. Il 3 novembre 1888 ebbe
luogo il primo concerto. Il primo direttore fu il giovane violinista Willem
Kes, che nel giro di sette anni elevò considerevolmente il livello
dell´Orchestra. Nel 1895 con Willem Mengelberg iniziò un
sodalizio artistico destinato a durare mezzo secolo. Mengelberg lavorò
con straordinaria intensità per ampliare progressivamente il repertorio
dell´Orchestra. Richard Strauss, Mahler, Ravel, Debussy, Stravinskij,
Schoenberg e Milhaud furono più volte invitati a dirigere. Bartók,
Rachmaninov e Prokof´ev eseguirono le proprie composizioni. Con
lungimiranza Mengelberg accettò l´affiancamento di diversi
"primi direttori", tra i quali Pierre Monteux (1924-1934), Bruno
Walter (1934-1939) e Eugen Jochum (1941-1943), oltre ad alcuni "secondi
direttori", come Cornelis Dopper, Evert Cornelis ed Eduard van Beinum.
Fu proprio quest´ultimo, nel 1945, a prendere in mano le redini
in seguito all´ostracismo artistico che colpì Mengelberg
a causa dei suoi imbarazzanti trascorsi nazisti. Fino a quando un infarto
non lo stroncò sul podio nell´aprile 1959, van Beinum spalancò
sempre più le porte al repertorio francese e soprattutto a Bruckner.
Nel 1959 divenne primo direttore Bernard Haitink. Fino al 1988 lavorò
a consolidare il repertorio (mirabili le sue interpretazioni di Mahler
e Bruckner), aprendo però ad autori contemporanei quali Maderna,
Berio, Henze, Nono. Lasciando anche spazio ad altre importanti bacchette,
come von Karajan, Solti, Szell, Kleiber, Bernstein, Davis, Kondrashin,
Giulini, Masur, Maazel, Mehta, e Harnoncourt, il quale dopo aver introdotto
l´Orchestra ai segreti della musica barocca a partire dal 1975,
è divenuto direttore ospite onorario nel 2000. Nel 1988 arrivarono
tanto lo status di "Orchestra Reale" conferito dalla regina
Beatrice quanto la nomina a Conductor Emeritus di Riccardo Chailly. Primo
direttore titolare non olandese, il maestro italiano proiettò l´Orchestra
verso nuovi orizzonti operistici, consolidando al tempo stesso l´apertura
alla musica contemporanea e trascinando sempre più sovente la Concertgebouw
in memorabili tournée in giro per il mondo. Nel settembre 2004
sesto direttore principale è diventato il lituano Mariss Jansons,
sulla scia dei successi mietuti dirigendo l´Oslo Philharmonic Orchestra
dal 1979 al 2000, la Pittsburgh Symphony Orchestra e dal 2003 la Sinfonica
della Radio Bavarese a Monaco. Dal 2004 a oggi Jansons ha lavorato ad
ampliare vieppiù un repertorio che ora spazia da Haydn e Mozart
a Henze e, dal 2006, Sostakovic. Kco, Koninklijk Concertgebouworkest,
ovvero l´anima del sogno d´una città intrigante come
Amsterdam. Mercé di centoventi straordinari strumentisti. E dei
giovani talenti che dal settembre 2003 un´Accademia interna ha incominciato
a coltivare con periodi di apprendistato di quattro o cinque mesi, per
assicurare all´Orchestra un ricambio sempre ai massimi livelli.