di Elisa Vaccarino
L´idea
di far ballare i giocattoli era venuta un secolo fa a un coreografo russo,
simpatico e spiritoso, Léonide Massine, che a Londra nel 1919 inventò
i movimenti per dare vita a bambole, pupazzi, cagnolini, carte da gioco,
nella Boutique fantasque (La bottega fantastica), sulle vivaci e briose
musiche di Gioachino Rossini, riorchestrate proprio per l´occasione
da Ottorino Respighi. Cosa succedeva a questi giochi speciali, che l´autore
del libretto, il pittore e scenografo André Derain, aveva immaginato
abitassero in un negozio magico di Nizza, nell´Ottocento frequentato
da turisti inglesi, americani, russi? Succedeva che due bambole-danzatrici
inseparabili venivano divise, acquistate da due compratori diversi. Le
due si disperano, ma gli altri giocattoli si ribellano e le aiutano, nella
notte, a scappare dalle loro scatole, riempiendole di carta per proteggere
la fuga degli amici. Il mattino dopo, quando i clienti tornano a ritirare
i loro pacchi, scoprono l´inganno e mettono sottosopra il negozio.
Ancora una volta i bravi giocattoli si alleano tra loro e con il negoziante
per scacciare "i prepotenti". E tutto torna tranquillo, tale
e quale come prima.
E c´è adesso (c´è ancora e di nuovo) un piccolo
balletto. La musica è la stessa, la storia quasi, i protagonisti
però sono i giocattoli di oggi, quelli che i bambini di oggi amano
di più. Proprio i bambini di numerose classi elementari, infatti,
hanno indicato i loro favoriti, prima che Marta Ferri, la coreografa di
questa versione della Bottega fantastica, decidesse come riscrivere il
libretto insieme a tutta la sua équipe, entusiasta di lavorare
a questo progetto. Cosa piace ai bambini? Piacciono di più i buoni
o i cattivi? Le figurine dei mostri o i videogiochi? Le bambole o i robot?
Le risposte dei ragazzi, i più grandi esperti di giocattoli al
mondo, sono state così belle che il nuovo balletto è venuto
fuori tutto d´un fiato. Ed ecco la nuova storia della Bottega fantastica.
C´era una volta, anzi c´è oggi, un giocattolaio-inventore
di giochi e macchine mirabolanti per reggere il caffè e il giornale,
disposto a vendere tutto fuorché i suoi giochi più amati.
Per tenere in ordine il suo negozio, pieno di lucine elettroniche, ha
due assistenti-robottini che sgrida se non trova tutto a posto. Tra le
clienti: un´incontentabile coppia di zitelle inglesi, una famiglia
americana che cresce i figli a forza di hamburger, e una giapponese le
cui figlie sono state allevate a microchip. Dopo diversi tentativi la
loro scelta cadrà sulla coppia di ballerini, gli inseparabili,
che le due famiglie vogliono dividere, comprandoli uno per ciascuno. I
loro compagni-giocattoli, a questo punto, tentano un tranello: mentre
si calcola il prezzo, aggiungono zeri su zeri alla cifra richiesta, ma
i clienti non sono affatto scoraggiati e il giocattolaio già si
immagina in vacanza ai Tropici, dopo questo ottimo affare. Però
i giocattoli non rinunciano a difendere i loro ballerini preferiti: con
l´aiuto dei ragazzi in sala, mettono pietre nelle scatole già
pronte per la vendita, al posto dei ballerini fuggitivi. Nella notte poi
mani e piedi ballano da soli, mentre luccicano trenini e astronavi che,
proprio come al cinema, volano sulla platea. Ma la mattina, finita la
festa, i compratori scoprono l´inganno e nella confusione generale
la centralina elettronica del negozio va in tilt; i giocattoli si fanno
la guerra, non si amano più, mentre i bambini, saggi, se ne stanno
in disparte. L´incubo è finito, tutto torna come prima. Ma
quel che è successo era proprio vero o è stato solo un sogno?