Due
appuntamenti di Rai NuovaMusica portano alla ribalta, attraverso solisti
della statura di Benny Sluchin e Gabriele Cassone, gli ottoni nella musica
di oggi. Prendendo spunto dai brani in programma e intrecciando le voci
dei due virtuosi, tentiamo allora una breve ricognizione sulla presenza
dei loro strumenti nella musica contemporanea. Da Gabriele Cassone ascolteremo,
per la prima volta in Italia, Metal Extensions per tromba ed ensemble
di Yan Maresz. Il brano rimanda esplicitamente a Metallics per tromba
ed elettronica dello stesso Maresz, già eseguito da Cassone nel
1997 per Milano Musica. «Confrontando le due versioni – spiega Cassone
– direi che la scommessa dell´autore è un po´ quella
di "trascrivere" per orchestra la versione elettronica. Trovo
sia straordinario che la bellezza del brano e il suo fascino siano rimasti
immutati nella seconda versione, anche se ovviamente cambia in modo considerevole
la timbrica finale».
Maestro Cassone, questo potrebbe significare che la parabola
dell´elettronica (compreso il live electronics) si stia chiudendo?
«Per quanto riguarda il brano di Maresz, non è tanto una rinuncia
all´elettronica, quanto un nuovo modo di riproporre Metallics. In
effetti, però, sembra che le proposte orientate all´elettronica
siano oggi minori che nel passato recente: forse si sta tentando di riavvicinare
il pubblico alla musica contemporanea proponendo soprattutto musica acustica».
Benny Sluchin: anche lei propone una prima italiana, From Needle´s
Eye di Marco Stroppa.
«Sì, ed è sorprendente – risponde il trombonista israeliano
– che questo concerto non sia ancora stato eseguito in Italia. Stroppa
è oggi uno degli autori più significativi e ogni suo pezzo
lo dimostra. La ricerca di un nuovo linguaggio è sempre presente
in lui, così come si potrebbe dire per le Sequenze di Berio. Il
virtuosismo è sfruttato in pieno, ma nel senso più ampio
del termine: quello di mettere qualcuno di fronte ai propri limiti».
Maestro Cassone: in tutto questo sperimentare, che cosa è
rimasto della lunga e gloriosa storia della tromba, del suo épos
di volta in volta araldico e guerriero ma capace anche di inflessioni
struggenti e malinconiche?
«Il rimando alla storia in realtà è continuo. Nella Sequenza
X di Berio viene ad esempio utilizzata una alternanza di articolazioni
simile a quella del Barocco, così come un uso della chiusura della
mano nel padiglione che provoca anch´esso una nuova sorta di articolazione.
Sta al compositore, ovviamente, scegliere quali caratteri tipici dello
strumento (anche del passato) evidenziare. E io trovo molto interessante
accostare/alternare nuovi effetti a sonorità peculiari del passato».
E Benny Sluchin come la pensa al riguardo?
«Mi sembra che il suono del trombone abbia sempre comunque a che fare
con le sue connotazioni storiche: la "voce umana", la "melodia"
sono intimamente legate al trombone. Senza dimenticare il jazz e i molteplici
rimandi tra libera improvvisazione e musica scritta contemporanea». (n.p.)
Rai NuovaMusica 2007
Auditorium Rai ore 20.30
lunedì 12 febbraio
Complesso da camera
Osn Rai
Daniel Kawka direttore
Benny Sluchin trombone
Musiche di Stroppa, Antignani, Adamek
venerdì 16 febbraio
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
John Storgårds direttore e violino
Gabriele Cassone tromba
Aldo Orvieto pianoforte
Musiche di Maresz, Dusapin, Ambrosini
il concerto del 12 sarà replicato martedì 13 febbraio a vercelli, nell´ambito del Viotti festival – L´arco Incantato (Teatro civico, via Monte di Pietà 19, ore 21)