febbraio 2007

associazione de sono


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Annibale in Torino

di Ottavio Dantone

GoyaDopo le esperienze nell’opera buffa in ambito napoletano, Giovanni Paisiello si affaccia alla ribalta del teatro torinese nel 1771 con l’Annibale in Torino. L’opera gli fu commissionata dalla Società dei Cavalieri e alla messa in scena al Teatro Regio, che ebbe quindici repliche, presero parte i Mozart, padre e figlio, in quei giorni a Milano in occasione di Mitridate, re di Ponto. Il lavoro piacque a tal punto a Leopold che il musicista ebbe a definirla «un’opera meravigliosa».
Nella produzione giovanile del compositore napoletano Annibale in Torino costituisce un esempio dello stile dell’opera seria di quel periodo e nella sua musica si ravvisa l’influsso della tradizione napoletana e in particolare di autori come Pergolesi e Leo.
Lo storico passaggio del condottiero cartaginese Annibale dalle Alpi nel 218 a.C. non è altro che uno spunto per la narrazione, tant’è vero che i nomi dei personaggi nel libretto di Jacopo Durandi sono di pura fantasia.
Il librettista esalta il coraggio e la lealtà del popolo dei Taurini: Annibale assedia la città e il suo re Artace, e la sua ammirazione per l’avversario emerge nel corso di un duello, quando Annibale perde la spada e Artace gliela restituisce per poter proseguire il combattimento.
La vicenda bellica si mescola con l’intreccio amoroso; il tipico contrasto degli affetti prende corpo nelle arie ove il compositore dimostra quell’inventiva e quella capacità melodica proprie della scuola napoletana. Tutti i personaggi alterna-
no arie guerresche e amorose, e ad arie patetiche si contrappongono acrobatici virtuosismi vocali.
Sebbene non ricercata, la scrittura orchestrale del giovane Paisiello si presenta ricca di articolazioni e dinamiche in commento e a contrasto con la parte vocale. Occorre ricordare che l’Ouverture dell’Annibale in Torino è tratta dall’opera buffa Le trame per amore: per questo motivo ho scelto di riscrivere
in stile classico la sinfonia d’apertura.
La realizzazione in forma di concerto ha poi determinato la scelta di effettuare alcuni tagli alla partitura, come ad esempio i balli e alcune arie, allo scopo di riequilibrare il rilievo dei singoli personaggi.
Anche se all’epoca l’opera contava su un corposo apparato scenografico, risulta di grande valore questa realizzazione in forma di concerto: attraverso il giusto gesto musicale siamo in grado di cogliere dietro la semplicità dell’orchestrazione vere perle di espressione, e lo stile comunicativo di Paisiello giunge al cuore dello spettatore.
Siamo di fronte a un’opera capace di emozionare il pubblico dell’epoca, e, per quello moderno, all’opportunità di rivivere un universo vocale del quale non si avrebbe altrimenti traccia.

La rappresentazione di Annibale in Torino è il coronamento di un progetto nato nel 1998 e realizzato grazie al costante sostegno della Fondazione Crt.
L’Accademia Filarmonica-Società del Whist ha affidato alla De Sono la catalogazione e l’archiviazione elettronica della raccolta del fondo più prezioso della sua biblioteca, la serie manoscritta delle opere rappresentate al Teatro Regio tra il 1740 e il 1799. Questo materiale, riprodotto a colori e ad alta definizione, per garantire assoluta fedeltà agli originali, e catalogato da tre musicologi, è ora consultabile presso l’Associazione e copia delle partiture viene spedita agli studiosi che ne fanno richiesta.
Annibale in Torino è risultata tra tutte l’opera più interessante e degna di una ripresa moderna.
All’opera di Paisiello la De Sono ha dedicato anche un saggio, appena pubblicato presso Edt, Annibale in Torino. Una storia spettacolare di Alberto Rizzuti. Il libro racconta la genesi dell’opera e le circostanze della sua rappresentazione, fornisce la trascrizione integrale del libretto e – nel cd allegato – l’edizione moderna della partitura
(ISBN 88-6040-173-1, euro 18)

Annibale Torino e "Annibale in Torino" giornata di studi 22 febbraio 2007



giovedì 22 febbraio

L’Università di Torino,
Facoltà di Lettere e Filosofia, organizza una giornata di studi che ha per obiettivo la messa a fuoco del contesto storico-culturale in cui prese vita l’opera
di Paisiello.
Vi prendono parte studiosi torinesi tra cui Mercedes Viale Ferrero, Giorgio Pestelli e Alberto Rizzuti.

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domenica 25 febbraio

Conservatorio ore 21
Annibale in Torino
Musica di Giovanni Paisiello
Accademia Bizantina
Ottavio Dantone
direttore
con Sakurada Makoto, Karina Gauvin, Roberta Invernizzi, Sonia Prina, Maria Grazia Schiavo, Romina Basso
Con il contributo
della Fondazione Crt e il patrocinio della Città di Torino
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