febbraio 2007

orchestra filarmonica torino


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Il duello

di Gian Luca Favetto

Il  Duello: bozzettoÈ solo questione di prospettiva, di messa a fuoco e di coscienza – raccontano. Coscienza di ciò che lo sguardo vede, di ciò che l´orecchio sente.
Li vedi lì adesso, li percepisci nella neve – raccontano – chilometri di neve e grigio sulla testa, il cielo di un colore lumaca lento spento, un colore lucore riflesso, bave di riflessi di neve nel cielo a specchio, la stessa macilenta luce che può fare una lampadina da corridoio accesa di pomeriggio in una piazza, un´eco di luce che non ha futuro e nemmeno presente, è appena un ronzio, un sottofondo tenue, e loro due lì, li vedi lì, assorti, morti, risorti, ritorti, come fossero già alla fine.
Fu un´epica battaglia fra due uomini che valevano interi eserciti, raccontano, nella neve che infradiciava le armature soffocando i clangori dello scontro, lance spade scudi saettavano veloci nell´aria. Dal cozzo scaturivano fulmini. Il sangue colava e rendeva carminio il pantano di neve e ghiaccio che appesantiva i movimenti degli uomini.
E tutti i revoltamenti e le percussioni – raccontano –, i ruinamenti, le impetuosità, confregationi, ringorghi, flussi e riflussi, tempeste, furiosità, conquassamenti, confuscationi, avevano per scopo di lasciare uno di fronte all´altro, stravolti di fatica e sangue, odorosi d´ambizione e arte, due uomini soltanto, Amadeo Mozza e Luigi Tinoco, che il moto del respiro manteneva in piedi per gli ultimi assalti a mani nude, squarciate dalle ferite. Nel corpo a corpo del grande Mozza e del giovin Tinoco, che ben meritano il titolo di imperatore e principe, e si dimostrano in ogni gesto elefanti e giaguari, lontre e faine, falchi e scorpioni, ruggenti per la gloria della loro stirpe e del loro possibile amore – raccontano –, si decide la lotta.
Oddio, non è che proprio tutto questo sia accaduto o accadrà. Non è nemmeno che qualcuno l´abbia pensato, nonostante il racconto che ne è stato fatto. Forse una scintilla, questa sì plausibile, soltanto una scintilla è scoccata fra i due uomini possenti – raccontano –, un corto circuito, un suono, una nota, in quella sala, forse soltanto una scala... Ma pure, quando sono gli strumenti a contare, a cantare, non si può mai dire.
Solo ascoltare.

Recentemente nominato direttore principale dell´Orchestra Sinfonica e Coro di Savona, Filippo Maria Bressan, da sempre dedito allo studio della prassi esecutiva della musica antica, è anche attento e appassionato cultore della musica del Novecento, storica a contemporanea, di cui ha registrato diverse prime esecuzioni assolute e concerti dal vivo per la Rai e per le radiotelevisioni austriaca, francese e slovena. Storico fondatore e direttore dell´Athestis Chorus e dell´Academia de li Musici, nonché dal 2000 al 2002 direttore del Coro dell´Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, Bressan è da sempre considerato uno dei più innovativi direttori italiani. Ha lavorato al fianco di grandi maestri del calibro di Abbado, Maazel, Giulini e, per la raffinatezza delle sue interpretazioni e la sua eclettica attività, ha conseguito vari premi in concorsi nazionali e internazionali.

Tinoco, il golden boy portoghese

Luis Tinoco, trentotto anni, è la giovane gloria della composizione portoghese. Grazie a una musica immediatamente accessibile e comunicativa, scritta con una maestria ormai apprezzata in tutto il mondo, si sta facendo largo nelle sale da concerto inglesi e americane (il suo editore è la University of York Music Press), lavora insieme a Terry Jones dei Monty Python, registra dischi in Canada e in Olanda. I suoi due lavori presentati a Torino (in prima esecuzione italiana) faranno scoprire, in Zapping, il suo buffissimo modo di andare a zonzo per il catalogo di Mozart e, in Tracing the memory, come la saudade, lo struggimento portoghese che è alla base del fado, non sia estraneo alla sua immaginazione.



appuntamenti

domenica 11 febbraio
prova generale
martedì 13 febbraio
Stagione Sinfonica 2006-2007
Conservatorio ore 21
Orchestra Filarmonica di Torino
Filippo Maria Bressan
direttore
Mozart contro Tinoco
Mozart
Sinfonia n. 35 in re maggiore K. 385 (Haffner)
Tinoco
Zapping
Tracing the memory
Mozart
Sinfonia n. 36 in do maggiore K. 425 (Linz) Torna all'articolo