di Diego Marangon
Una
notte boreale. Un fuoco veemente scosso dal vento artico. Il tepore di
una dacia dai vetri appannati. Esistono suoni capaci di evocare tutto
ciò molto meglio delle parole: il tremolo delle corde della domra
e della balalaika, il respiro del mantice del bayan, il timbro caldo e
scuro di una voce che canta Oci ciornie. Se a questi aggiungiamo un contrabbasso
otteniamo il doppio duo Ma.Gr.Ig.Al, creato nell´aprile del 2000
da Igor Ponomarenko, già membro fondatore del notissimo Terem Quartet.
In pochi anni di vita l´ensemble di San Pietroburgo (formato dallo
stesso Ponomarenko alla domra contralto, da Maxim Tolstyh alla balalaika,
da Artem Kuznetsov al bayan-accordéon e da Stanislav Tishkevich
al contrabbasso, con il mezzo-soprano Larissa Lusta) ha entusiasmato un
pubblico molto eterogeneo, riuscendo nella doppia impresa di avvicinare
alla musica "colta" gli appassionati del genere "popolare"
e viceversa. Nella serie di intriganti registrazioni effettuate dal gruppo,
quella dei Quadri da un´esposizione di Musorgskij è particolarmente
sorprendente: i colori evocati dagli strumenti e l´abilità
negli arrangiamenti danno quasi l´impressione che sia stato Musorgskij
a trascrivere per pianoforte la versione del Ma.Gr.Ig.Al, anziché
il contrario. Che cosa accadrà quando, al concerto dell´ensemble
russo, questi timbri per noi remoti incontreranno il calore della Carmen
di Bizet, la vitalità dell´Ouverture del Barbiere di Siviglia
di Rossini, la sofisticata classicità del Lago dei cigni?