febbraio 2007

sistema musica


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Addio Balmas, organizzatore appassionato

di Fiorenzo Alfieri

Giorgio Balmas se ne è andato all´improvviso e in silenzio. È toccato proprio a me, lo scorso 15 dicembre, darne l´annuncio a tanti suoi amici ed estimatori durante la cerimonia di riapertura di Palazzo Madama. Sento ancora l´«Oohh» di sorpresa e di rammarico del pubblico che gremiva, guarda caso, la sala del Teatro Regio. D´altra parte anche il morire nello stesso giorno in cui il Museo Civico di Arte Antica riapriva i battenti dopo diciotto anni di chiusura non è stata una coincidenza da poco. Balmas aveva molto animato quel Palazzo con mostre importanti e suggestive. Sbaglia chi dice che il suo lavoro di assessore riguardò quasi esclusivamente la musica: con l´architetto Carlo Viano, l´artefice dalla riapertura di Palazzo Madama insieme alla direttrice Enrica Pagella, organizzò esposizioni memorabili alla Gam e persino nella Mole Antonelliana, che con lui iniziò un lento avvicinamento al suo definitivo utilizzo. E fu Balmas a impostare il progetto delle biblioteche decentrate in tutto il territorio cittadino, che oggi sono 14 e stanno per diventare 17. Ma andiamo con ordine. Giorgio Balmas, come è noto, iniziò a occuparsi di fruizione pubblica della cultura nel 1946, quando aveva 19 anni, fondando l´Associazione Studentesca Amici della Musica che prese poi il nome di Unione Musicale. Ne fu il direttore fino al 1975 (dividendosi con l´insegnamento dell´italiano nel liceo classico), quando fu eletto consigliere comunale di Torino e subito dopo nominato dal sindaco Novelli assessore per la cultura. Ci teneva a quel "per la" che aveva voluto al posto del più corrente "alla": indicava la volontà di operare alla predisposizione delle condizioni affinché il maggior numero di cittadini potessero non tanto fruire passivamente delle offerte culturali quanto piuttosto vivere la cultura come esperienza creativa e per questo formativa. L´espressione "alla cultura" veniva vista invece come indicativa di un´attitudine alla scelta dall´alto di ciò che sarebbe poi stato "consumato" in basso. (Io mi definisco, in questo secondo mandato, assessore alla cultura non perché abbia una visione diversa da quella di Balmas, ma perché ho voluto lasciare a lui quel particolare distinguo.) A noi due era stato chiesto dal Pci di entrare in lista: Balmas come indipendente, io come semplice (recente) iscritto. Per lui c´era la prospettiva dell´assessorato; io avevo concordato la non elezione. Le cose andarono diversamente per me e dopo un anno ci trovammo nella stessa Giunta, collocati al terzo piano del palazzo che oggi ospita la Divisione Servizi Culturali e che allora conteneva ben tre assessorati: quello per la cultura, quello all´istruzione (con Gianni Dolino) e il mio alla gioventù, allo sport e al turismo. (Anche da questo particolare si può evincere quanto le attività culturali si siano sviluppate in questi trent´anni: gli uffici che le curano oggi occupano per intero un palazzo che prima ospitava tre assessorati). Nel primo quinquennio il nostro dipartimento divenne molto importante e contribuì a caratterizzare l´amministrazione Novelli. Le elezioni del 1980 la premiarono in modo vistoso e noi tre fummo i più votati tra gli assessori. Il segreto del successo stava soprattutto nel metodo di lavoro: ogni venerdì mattina i tre assessori si incontravano, insieme ai loro funzionari, e progettavano iniziative come Città ai ragazzi, Estate Ragazzi, I Punti Verdi, Torino Enciclopedia, Progetto Giovani, Informagiovani, Settembre Musica e così via. A dire il vero era più Balmas a collaborare con noi che noi a collaborare con lui: la sua forte passione organizzativa, un poco gelosa di se stessa, necessitava di molta autonomia e di una forte impronta personale. Noi lo sapevamo e non insistevamo per entrare più di tanto nel suo mondo; in compenso ci faceva piacere che lui entrasse nel nostro perché il suo buon gusto, il suo estro, la sua zampata inconfondibile risultavano molto utili alla qualità delle iniziative per le scuole e per i giovani. Quando Gianni Dolino lasciò il dipartimento per passare ad altro incarico gli incontri del venerdì diradarono: Balmas ne soffrì meno di me. D´altra parte la maggior parte delle iniziative erano state avviate e quasi tutte durano tuttora. Poi, all´inizio del 1985, vi fu un ribaltone politico che ci portò all´opposizione per parecchi anni. Balmas riprese l´insegnamento e venne chiamato a diversi incarichi: a organizzare i concerti del Lingotto, a presiedere la commissione cultura del Comune quando venne rieletto consigliere nel 1997, a sovrintendere il Teatro Regio, più recentemente a dirigere l´Istituto Musicale di Rivoli. Nei periodi in cui svolgeva un compito istituzionale avevamo il piacere di incontrarlo nei luoghi della cultura, specialmente quella musicale; negli altri periodi era più difficile vederlo. Non è stato lasciato solo come qualcuno ha scritto recentemente. Gli amici sono sempre rimasti in contatto con lui. Ma Balmas era un uomo-gatto: le carezze gli piaceva distribuirle e riceverle, ma pretendeva di essere lui a scegliere il quando e il come.