Lettera
a Francis Bacon è la nuova commissione dell´Osn a Giorgio
Battistelli e, in prima esecuzione assoluta, aprirà il ciclo Rai
NuovaMusica del 2007: una missiva musicale al pittore anglo-irlandese
per ribadire i vincoli, spesso nascosti, tra le diverse arti. Con Battistelli
– tra i maggiori compositori italiani in attività – proviamo a
fare un esercizio di scomposizione del titolo.
Maestro, perché una Lettera?
«Accogliere nel titolo la parola Lettera è stato per me un riferimento
al raccontare, al narrare, anche se avviene con materiali particolari,
e cioè non con parole ma con suoni».
Narrare con i suoni rimanda al teatro?
«Piuttosto alla drammaturgia, che è una cosa più ampia e
più profonda, e a una musica impura perché non si esaurisce
nelle pure forme. Una volta per fare musica impura occorreva coraggio,
oggi è solo una questione di capacità».
Proviamo a spiegare cosa intende con "impura"…
«Per me significa porre materiali musicali, anche eterogenei, sullo stesso
piano e farli interagire in un percorso compositivo, una narrazione, piuttosto
che attraverso la "storia musicale" in un processo di sviluppo.
Insomma, come in letteratura, in pittura e in generale nelle arti, anche
in musica non si tratta più di seguire delle forme o crearne di
nuove, ma di captare forze, energie: saperle mettere a fuoco in un´idea».
Passiamo al secondo termine del titolo: perché Francis
Bacon?
«La galleria di persone cui vorrei mandare una "lettera" in
musica è lunga, tuttavia da tempo pensavo a Bacon. Come pittore
ha risolto il rapporto tra figura e immagine superando il momento illustrativo
attraverso uno stravolgimento che punta sulla sensazione. È quello
che Gilles Deleuze chiama logica della sensazione: anche in musica la
figura è semplice illustrazione, potremmo dire la forma, mentre
l´immagine è azione, interagisce all´interno dell´opera
e con la percezione del pubblico. Insomma, l´immagine rimanda all´immaginazione
tanto per la musica contemporanea quanto per i classici come Mozart».
L´inserimento dell´orchestra registrata a fianco
dell´orchestra vera rimanda all´opera di Bacon?
«A volte sarà come un´eco, altre volte si sentirà
nelle pause, o ancora come se il suono provenisse dalla sala accanto:
un´orchestra ombra si muove accanto a quella vera per rendere udibile
l´inudibile, allo stesso modo in cui Bacon nei suoi studi sul ritratto
di Innocenzo X di Velàzquez cerca di rendere visibile l´invisibile.
Sono moltissime le cose che mi legano a questo pittore, e quindi non potevo
mica scrivergli una breve e-mail». (l.d.f.)