di Alessio Tonietti
Alberto
Nosè potrebbe essere erroneamente inquadrato come il tipico "animale
da concorso", perlomeno dando uno sguardo alla sua frizzante carriera
di giovane pianista. Nella sua bacheca già risplendono scintillanti
i premi dei più importanti concorsi internazionali, come il «Busoni»
di Bolzano, lo «Chopin» di Varsavia e il Santander, di cui, finora, è
stato l´unico vincitore italiano. Fra le caratteristiche peculiari
di questa particolare "famiglia" – gli "animali da concorso"
– si possono citare, per esempio, la tecnica inflessibile e bellicosa,
nonché un´espressività variopinta e lussureggiante,
qualità di cui Alberto Nosè è dotato in abbondanza.
Quel che non ci si aspetta di trovare sono invece le sfumature sottili,
i tesori nascosti che sono solitamente appannaggio dei vecchi maestri
della tastiera, non più stretti dalla necessità di incendiare
le platee. Le esecuzioni di questo giovane musicista ci sorprendono così
per la chiarezza cristallina di ogni minimo passaggio, la cura discreta,
ma intensissima, per ogni frase, qualità da cui scaturisce un´incredibile
concentrazione espressiva, di fatto estranea ai fuochi d´artificio
di alcuni suoi rampanti colleghi e che tradiscono il magistero del grande
Maurizio Pollini, di cui Nosè è stato allievo. Può
accadere così che, sotto le sue dita, la Sonata Al chiaro di luna
di Beethoven diventi la nitida e sincera confessione dello spirito tormentato
del suo autore e che gli intensi sussurri di Chopin si spoglino di ogni
manierismo salottiero. Il programma torinese del giovane pianista si chiude
con La valse, che Maurice Ravel completò alla fine della Prima
Guerra Mondiale, cinico eppur splendido tributo alla società ottocentesca
e alle sue promesse che, di fronte alle devastazioni della Guerra, ammette
di non aver saputo mantenere.
Gli abbonati alla serie didomenica potranno usufruire del trasporto gratuito per alba prenotando il posto entro giovedì 11 gennaio (tel. 011 566 98 11).
Il bus partirà dalla chiesa della gran madre di dio alle ore 15.