gennaio 2007

accademia corale stefano tempia


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Il Nuovo Quartetto Pianistico Italiano
«Un gioco di squadra regolato dalla disciplina»

di Monica Luccisano

QuartettoQuartetto pianistico: un duo moltiplicato per due, o forse ben altro ancora... 176 tasti (secondo la canonica cifra), 4 spartiti e 8 mani, tutti immersi nel gioco pianistico, si tratti di somma, confronto o dialogo. Sono dimensioni timbrico-espressive con un raggio d´azione e orizzonti estemporanei: la sorpresa c´entra molto, e la nostra curiosità oggi è guidata dal maestro Giuseppe Giusta, portavoce del Nuovo Quartetto Pianistico Italiano. «Anch´io – racconta – sono stato spinto dalla curiosità di operare a più mani. In vent´anni di ricerche ho trovato numerose pagine e ho deciso quindi di coinvolgere i colleghi: ne è nato un forte interesse comune e, da questo, la formazione del Nuovo Quartetto Pianistico Italiano, con l´intento di portare al pubblico un mondo inesplorato».

Quali sono gli autori che hanno scritto per questa formazione?
«La prima composizione, del 1845, è la Sonata di Moscheles, eseguita per la prima volta dall´autore con Mendelssohn e due allievi. Nell´Ottocento gli autori compongono per occasioni concertistiche, didattiche (Czerny, Smetana), di intrattenimento salottiero (parafrasi su temi d´opera di Duroc, Fumagalli...) o per diffondere il repertorio sinfonico (trascrizioni da Beethoven, Mozart, Brahms, Wagner...). Dopo la prima metà del Novecento, l´interesse per il quartetto pianistico è più mirato e nascono molte pagine. Alcune ci sono state dedicate e una delle più recenti, Abstract Future di Damerini, la presentiamo qui a Torino, in prima assoluta».

Come si confrontano le singole qualità e le virtù dell´insieme?
«Il nostro è un lavoro artigianale: si basa sul dettaglio, sulla precisione. All´interno di complesse possibilità polifoniche, ritmiche e dinamiche è importante rendere omogeneo il fraseggio, il tocco, la simultaneità dell´attacco. Frammenti di melodia passano da un esecutore all´altro, accordi si completano tra i pianoforti… Per cambiare un dettaglio a volte si discute per ore!»

Qual è il segreto per un buon gioco di squadra?
«Come in tutte le formazioni da camera: disciplina, autocritica, pazienza. E onestà intellettuale».




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sabato 27 gennaio

Conservatorio ore 21
Nuovo Quartetto Pianistico Italiano
Musiche di Smetana, Moscheles, Glazunov, Damerini, Wagner, Duroc Torna all'articolo