Per la quattordicesima volta Lingotto Musica porta al pubblico piemontese, presso il prezioso Auditorium creato da Renzo Piano all’interno della vecchia fabbrica, i grandi interpreti della musica sinfonica internazionale, e anche la programmazione 2007-2008 palesa la continuità con il passato.
La stagione dei Concerti del Lingotto 2007-2008 riserva al proprio pubblico, il 13 ottobre, un’inaugurazione entusiasmante: ne sono protagonisti i Wiener Philharmoniker che ritornano al Lingotto di Torino dove, nel 1990, erano stati i principali attori in una prima camera acustica che si sarebbe trasformata, quattro anni dopo, nell’Auditorium «Giovanni Agnelli»; allora come oggi sotto la guida ferma di un direttore italiano d’eccellenza: fu Claudio Abbado nel Novanta, sarà Daniele Gatti nel 2007. Programma intenso: i Tre pezzi di Alban Berg troveranno posto tra l’Ouverture Coriolano di Beethoven e la Prima sinfonia di Brahms.
Il 27 novembre si ritorna a un robusto sinfonismo novecentesco con la Budapest Festival Orchestra e Iván Fischer che abbineranno i particolari valzer del Rosenkavalier di Strauss a quello elegantemente eversivo di Ravel, impegnando inoltre Alexander Toradze nel Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra del grande basco e nel Primo concerto di Prokof’ev.
Il 2007 si conclude con un eccezionale evento. Sir Simon Rattle, con le sue compagini orchestrali e corali della Age of Enlightenment e una rosa di validi solisti, propone il 10 dicembre il raro ascolto di Das Paradies und die Peri, il grandioso oratorio profano di Schumann.
Alla WDR Sinfonieorchester Köln, e a un programma interamente russo scelto coerentemente da Semyon Bychkov, tocca il primo concerto del 2008; tra i contemporanei eppure ormai classicissimi Stravinskij e Sˇostakovicˇ, il significativo Concerto op. 82 del vecchio maestro di quest’ultimo, Glazunov, affidato al violino della giovane Hilary Hahn.
Continuità e solidi legami concorrono a rendere significativa la presenza al Lingotto, l’8 febbraio, della Mahler Chamber Orchestra e di Daniel Harding, protagonisti questa volta di un inconsueto programma slavo. Febbraio, poi, riserva ancora un prestigioso “fuori abbonamento”, quello che celebra, con la direzione di Antonio Pappano e un programma originale del 1908, il centenario dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Il 10 marzo è la volta dell’Ensemble dell’Orchestra Barocca di Venezia, piccola formazione che, fedele alle origini, propone delle pagine strumentali virtuosistiche di Vivaldi, senza però trascurare i coevi Telemann, Giacomelli e Haendel, del quale verranno eseguite alcune celeberrime arie d’opera.
Il 15 aprile ritorna al Lingotto la Russian National Orchestra, con il suo creatore Pletnev a dirigere una solida Sesta di Beethoven, oltre che l’eccellenza strumentale di Gidon Kremer, solista nel Concerto in re minore per violino e orchestra di Sibelius.
Altro ritorno, a chiudere la stagione, dopo due anni di assenza dall’Auditorium «Agnelli», quello della City of Birmingham Symphony Orchestra e di Sakari Oramo, che mettono alla prova il violoncellista Steven Isserlis nel Concerto di Elgar e l’intera compagine nella monumentale Quinta sinfonia di Mahler.
A conclusione di questa sintetica panoramica, vale la pena di ribadire come quanto programmato, nelle scelte artistiche come nella calendarizzazione dei concerti, tiene conto delle aspettative e delle abitudini di un pubblico eterogeneo che – con il solido e tangibile riscontro di 1.399 abbonati anche per la stagione 2006-2007 e di una sala quasi sempre esaurita – continua a dimostrare di apprezzare un lavoro che Lingotto Musica offre senza discriminazioni agli amanti della musica. (Associazione Lingotto Musica)