novembre 2007

orchestra sinfonica nazionale della rai


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Aleksandr Melnikov
Il pianista impetuoso che pilota gli aerei

MelnikovGénie du peuple. Volkgeist. Genius loci. Scegliete voi a quale entità appellarvi per spiegare la spettacolare fioritura della New Generation di pianisti russi. Mikhail Pletnev, Stanislav Bunin, Arcadi Volodos, Gregory Sokolov, Nikolai Lugansky, Aleksandr Melnikov. Virtuosi uno più formidabile dell’altro. «I grandi pianisti russi della prima metà del Novecento – spiega Bunin – consideravano il suono del pianoforte non come un fatto squisitamente strumentale, ma piuttosto come la loro voce. La qualità particolare del suono influiva positivamente, esaltandola, anche sulla tecnica, ed è per questo che la Russia è un paese di grandi virtuosi». Una grande tradizione, dunque, ma anche individualità dalla spiccata originalità: «La generazione odierna non è incondizionatamente l’erede di quella vecchia grande scuola pianistica».
Nativo di Mosca, il trentaquattrenne Aleksandr Melnikov è senza dubbio uno dei “pezzi da novanta” di questa novella progenie di pianisti russi. Talento precoce, intraprende le vie del pianoforte a soli sei anni. Nel 1997 si diploma al Conservatorio di Mosca con Lev Naumov. Si perfeziona quindi a Monaco con Elisso Wirssaladze. Ma il suo mentore senza dubbio più prestigioso è stato Sviatoslav Richter. Nel frattempo, tra una lezione e l’altra, trova il modo di vincere concorsi importanti: la Schumann International Music Competition di Zwickau nel 1989 e la Queen Elizabeth Competition di Bruxelles nel 1991. Da allora la sua carriera come solista decolla velocemente.
Aleksandr Melnikov ha suonato con la Russian National Orchestra, la Tokyo Philharmonic, la Gewandhaus di Lipsia, la Philadelphia Orchestra, la Filarmonica di San Pietroburgo, la Staatskapelle di Dresda, la Royal Concertgebouw Orchestra, la Konzerthaus di Vienna, la BBC Symphony Orchestra, l’Academy of St Martin in the Fields… Mikhail Pletnev, Valery Gergiev, Charles Dutoit, Yuri Temirkanov i direttori più importanti con cui ha collaborato.
Virtuosité impetuosa ma finemente controllata, dominio assoluto della tastiera, articolazione adamantina… Qualità che Melnikov continua a sfoggiare anche nei recital, splendido interprete di autori russi e dell’Europa centrale, e nella musica da camera, suonando con una selezionatissima élite di strumentisti (Natalia Gutman, Vadim Repin, Yuri Bashmet, Alexander Rudin, i Quartetti Vanbrugh, Petersson e Borodin). Dal 2004 Melnikov ha iniziato a incidere per l’Harmonia Mundi francese. Dal 2002 insegna al Royal Northern College di Manchester.
Proprio per non concedere un attimo di requie al proprio élan vitale, Melnikov ha trovato anche modo di prendere lezioni di fortepiano da Andreas Staier, arrivando a collaborare con il Concerto Köln e con Philippe Herreweghe. E di eccellere anche in campo aeronautico come pilota emerito. (a.c.)

Il mix intrigante di Franz Schreker

«L’anello di congiunzione tra Puccini, il Verismo, e l’opera espressionista di Alban Berg»: così Roman Vlad sunteggia l’importanza storica di Franz Schreker. Figlio di un fotografo di corte ebreo e di un’aristocratica cattolica, studiò al Conservatorio di Vienna; ricoprì incarichi prestigiosi; si legò agli artisti della Kunstschau (Kokoschka e Schiele)… L’exploit avvenne negli anni Venti: la critica lo consacrò come il più importante (e controverso) operista tedesco dopo Wagner. L’avvento del Nazismo segnò la fine della sua carriera.
«Quelle tragedie che ci lambiscono velocemente e di tanto in tanto ci intrappolano, anche se solo fugacemente, nel loro dramma». Questo il senso dell’opera Der Ferne Klang del 1910 nelle intenzioni dell’autore. Un’opera di assoluta originalità, un mix intrigante di romanticismo, naturalismo ed espressionismo. Un’amara metafora che tematizza l’illusorietà della felicità. Un “montaggio” sonoro di stili ed epoche differenti che anticipa il linguaggio del cinema. L’altro versante del modernismo viennese, che in modo geniale by-passa atonalità e serialismo, per puntare dritto a Varèse, Ligeti, Lutoslawski e ai compositori spettrali. (a.c.)





giovedì 8 novembre
ore 20.30 – turno rosso
venerdì 9 novembre
ore 21 – turno blu
Auditorium Rai
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Lothar Koenigs

direttore
Aleksandr Melnikov pianoforte
Schreker
Nachtstück, intermezzo da Der Ferne Klang
Schumann
Concerto in la minore op. 54
Webern
Passacaglia op. 1
Brahms
Quartetto
in sol minore op. 25 (orchestrazione
di Arnold Schoenberg)