novembre 2007

teatro regio torino/ piccolo regio laboratorio


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Bournonville, Ek, Lichine
Tre coreografi per i ragazzi della Scala

di Elisa Guzzo Vaccarino

Teatro RegioBournonville, Ek, Lichine: tre coreografi, tre epoche, tre stili, tre modi diversi, godibilissimi, per offrire alle ragazze e ai ragazzi della Scuola di Ballo della Scala altrettante occasioni per brillare di bravura, di freschezza, di simpatia. Quella che oggi è una sezione dell’Accademia del Teatro milanese risale, per ricordarne la data di nascita, al 1812 e ha visto susseguirsi nella direzione maestri italiani come Carlo Blasis e francesi come Augusto Huss nell’Ottocento, russi come Olga Preobrajenska e Vera Volkova o inglesi come Esmée Bulnes e John Field nel Novecento, senza dimenticare – negli anni Venti – Enrico Cecchetti, il prescelto da Sergej Diaghilev per i suoi Ballets Russes parigini. Dall’anno della fondazione, nonostante qualche stop delle attività didattiche per ragioni politiche o belliche, la scuola ha sempre ripreso vigore fino a dotarsi recentemente di una nuova sede in via Campo Lodigiano tutta riservata alla danza, da cui si attende il fiorire di nuovi talenti, che seguano le orme di Carla Fracci, Luciana Savignano, Alessandra Ferri, Roberto Bolle, Massimo Murru. Al pubblico il piacere di cercare di individuarle, le promesse di domani, tra gli interpreti del programma che i giovani artisti portano ora in scena al Teatro Regio di Torino, dopo il felice debutto nell’aprile 2006 al Teatro degli Arcimboldi milanese, sotto la guida di Frédéric Olivieri.
Il carnet “scolastico” si apre con un cameo dello stile danese, Napoli di August Bournonville (1805-1879), figlio d’arte, di famiglia francese, pilastro del repertorio vivente del Royal Danish Ballet – basta pensare alla sua Sylphide del 1836 – nonché protetto di Hans Christian Andersen, lo scrittore che avrebbe voluto essere ballerino. Napoli è frutto di un viaggio nella cultura mediterranea, con tutto il suo calore. La città partenopea con i suoi pescatori, qui incarnati da Gennaro, e belle fanciulle, in questo caso Teresina, diventa il terreno effervescente per passi e gesti tutti brio e schermaglie amorose “latine”, con tamburelli sonanti e nastri colorati. E va precisato che l’allegria di questa storia d’amore insidiato, nel blu della Grotta Azzurra dove il perfido Dio Golfo detiene le sue prede femminili, e lietamente ritrovato, si traduce in un merletto aereo di virtuosismi leggeri, dato che Bournonville dovette fare di necessità virtù, viste le piccole dimensioni del palcoscenico di Copenhagen, guadagnando in elevazione, in verticale, quanto gli mancava in orizzontale.
Dopo le aeree filigrane danesi, ecco poi la gestualità decisa, radicata invece al suolo, dello svedese Mats Ek (1945), figlio d’arte – la mamma, coreografa, è la geniale Birgit Cullberg – per una Bella addormentata moderna (1999), che non rinuncia alla musica di Cˇajkovskij, ma se ne serve per ricontestualizzare la storia del sonno di cent’anni della principessa disobbediente, che si punge con il fuso stregato, in una nuova redazione, dove la ragazza, gelosa dell’amore reciproco dei genitori, borghesi, entra nella spirale della tossicodipendenza, protagonista l’ago della siringa. Abiti e modi sono quelli odierni, tra pic nic in utilitaria e ospedale di maternità con fate-ostetriche e medico di colore. La suite da questa favola rivisitata è opera di Pompea Santoro, torinese, forte di una luminosa carriera a Stoccolma nel Cullberg Ballet appunto.
Per chiudere la serata è stato scelto il Ballo dei cadetti, un titolo su misura per ballerini debuttanti nato nel 1940 dalla fantasia di David Lichine (1910-1972) nell’adattamento di Leonid Nikonov e Tatiana Nikonova, docenti della scuola. Lichine, di origine russa, danzatore con Ida Rubinstein, con Anna Pavlova, con Bronislava Nijinska e con i Ballets Russes de Monte-Carlo, ha pensato a un divertissement spiritoso per fanciulle al primo ballo e cadetti, sotto l’occhio vigile – ma distratto da buffe manovre di seduzione – della direttrice e dell’ufficiale che ne sono responsabili. Gare di bravura tra ragazze, colpi di fulmine, scaramucce, vanità, sono materia ideale di scenette gustose, per raccontare con ironia i batticuori d’amore dei teenager di ogni tempo.





venerdì 9 novembre
Piccolo Regio Puccini
ore 21
Piccolo Regio Laboratorio
Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
Napoli

di August Bournonville (estratti)
La bella addormentata
di Mats Ek (estratti)
Le bal des cadets
di David Lichine