di Angelo Chiarle
«La
ricerca spirituale attraverso la fioritura della pratica artistica, la
preoccupazione umanista di sottrarre l'arte alle pratiche commerciali
e alienanti del mercato, la volontà di impegnarsi, per se stessi
e con gli altri, in una ricerca sincera e autentica». Cosa collega
due dei nomi più illustri della ribalta concertistica internazionale,
un tempo separati da una barriera invalicabile? Fino a pochi anni fa da
una parte stava il mondo della musica antica, votato al culto dell'Ur-,
al mito dell'"originale" (strumenti, prassi esecutiva, filologia...),
dall'altro il mondo della musica classica tradizionale. Ora, invece, ecco
una delle più splendide pianiste old fashion, leggi Maria-João
Pires, intendersela, come niente fosse, con uno dei sacerdoti primigeni
della Baroque Renaissance, leggi Trevor Pinnock, il quale per sovrapprezzo
dirige un'orchestra moderna! Prodigio anche questo della nostra liquida
modernità?
«Mi sono sempre accostato alla musica con tutta la sincerità
che essa inspira in me, e nel modo il più possibile vitale. Non
ho mai voluto chiudermi con il chiavistello in una certa moda o tendenza
solo per fare qualcosa di nuovo o per scioccare, come molti possono aver
pensato in passato». Così il blasonatissimo direttore inglese
replica a quanto la nobilissima pianista portoghese dichiara, indirettamente,
nello splendido manifesto pedagogico del Centro per lo Studio delle Arti
da lei fondato nella sua tenuta di Belgais, nel distretto di Castelo Branco,
Portogallo centrale. Sincerità e autenticità. Ecco il "solido"
fondamento di un incontro musicale inedito tra due finissimi musicisti.
Maria-João Pires tiene il suo primo recital a cinque anni; a nove
anni vince il primo premio come migliore giovane musicista del suo paese.
Studia poi a Lisbona, a Monaco e Hannover. Sfonda a ventisei anni, nel
1970, vincendo a Bruxelles il Concorso per il bicentenario di Beethoven.
Inizia una brillante carriera che la porta a suonare con tutte le maggiori
orchestre in Europa, America, Canada, Israele e Giappone.
Di due anni più giovane, Trevor Pinnock si forma nella scuola austera
del Coro della Cattedrale di Canterbury. A quindici anni scopre il clavicembalo,
e capisce subito a quale destino è votato: la musica del XVII-XVIII
secolo. Nel 1973, con sei amici, fonda The English Concert, che nel giro
d'un paio d'anni diventa un'orchestra da camera con tutti i crismi. Sfonda
nel 1979 con la storica incisione dei Concerti brandeburghesi di Bach:
anni luce di distanza rispetto alle lugubri sonorità dell'interpretazione
di Karajan, sulla quale si erano formate generazioni di musicofili bachiani.
In trent'anni di fedele militanza per la Deutsche Grammophon realizza
oltre settanta incisioni, dischiudendo un microcosmo nuovo in fatto di
timbri e sonorità.
«Quello che avevo in mente, in realtà, era un viaggio alla
scoperta dell'ignoto. Era una sfida enorme: suonare gli strumenti d'epoca
non era facile come oggi, e scoprire i loro segreti fu un processo difficile.
Noi abbiamo spianato la strada... Nel processo generale della conquista
dell'autonomia il risveglio della sensibilità creatrice è
assolutamente essenziale. L'arte agisce come un'arma, una "difesa" contro
il processo di reificazione dell'identità». La pratica audacia
pionieristica di Pinnock trova così un rispecchiamento teorico
negli assunti pedagogici del Centro di Belgais.
Profonde affinità elettive, dunque, tra due artisti accomunati
anche da un privilegio a pochi concesso, quello d'una "seconda nascita"
artistica e umana. Galeotti, nel caso di Maria-João Pires, prima
la ferita a una mano che nel 1980 la costringe a interrompere l'attività
per quattro anni, poi l'infarto subito tre anni fa. Nel caso del direttore
inglese, invece, il sofferto divorzio nel 2003 dall'English Concert, che
ha consentito a Trevor Pinnock di ricavare degli spazi anche per inedite
"avventure" come questo debutto assoluto (al pari della Pires) con l'Orchestra
Sinfonica Nazionale della Rai.
giovedì 24 aprile
ore 20.30 - turno rosso
venerdì 25 aprile
ore 21 - turno blu
Auditorium Rai
Arturo Toscanini
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Trevor Pinnock
direttore
Maria-João Pires pianoforte
Brahms
Variazioni su un tema
di Haydn op. 56a
Mozart
Concerto per pianoforte e orchestra K. 271 (Jeunehomme-Konzert)
Liszt
La lugubre gondola
(orchestrazione
di John Adams)
Haydn
Sinfonia Hob. I n. 99