aprile 2008

unione musicale


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Roberto Prosseda
«Come Petrassi, amo giocare con stili diversi»

Roberto ProssedaSono passati ottant'anni da quando Casella profetizzava: «Noi italiani non potremo mai scrivere come un esponente della Scuola di Vienna, a meno di rinnegare noi stessi. La nostra musica deve contenere necessariamente la luminosità e la trasparenza dei nostri paesaggi».
Secondo Roberto Prosseda, che a Torino proporrà un programma incentrato sulle opere pianistiche di Petrassi, le speranze del compositore torinese sono state esaudite solo in parte. «Chi è vissuto a contatto con paesaggi luminosi e con un patrimonio musicale basato sulla cantabilità, difficilmente lo potrà del tutto ignorare. Tuttavia, è anche vero che, recentemente, il background di ognuno di noi è sempre più globalizzato e aperto anche a elementi slegati dai connotati geografici o storici del luogo in cui viviamo. Al pari dei compositori d'Oltralpe, i nostri artisti si sono spesso appoggiati a un progetto astratto, svincolato dagli elementi di cui parla Casella».

Lei ha realizzato l'incisione integrale delle opere pianistiche di Petrassi. C'è qualche aspetto della sua musica da cui si sente particolarmente attratto?
«Di Petrassi mi attrae proprio il modo con cui gioca con i vari elementi stilistici che utilizza. L'attinenza con il patrimonio culturale e paesaggistico italiano è particolarmente evidente nella musica della sua gioventù. Nella Partita per pianoforte (1926), ad esempio, è possibile rintracciare suggestioni differenti, dagli stornelli romani alla musica tastieristica di Scarlatti».

Le sembra che l'influenza della tradizione sia ancora riconoscibile nella scena contemporanea italiana?
«Un fenomeno che mi affascina molto è l'influenza che le musiche d'oggi possono esercitare sull'interpretazione e la comprensione del repertorio del passato. Spesso, nei miei programmi, alterno brani appartenenti ad ambiti stilistici e temporali lontani, giocando proprio con i "cortocircuiti percettivi" derivati dallo stretto contatto di mondi sonori distanti ma, in fondo, non così estranei». (a.t.)




mercoledì 2 aprile
Conservatorio - ore 21
serie dispari
Roberto Prosseda pianoforte
Petrassi
Partita - Toccata -
8 Invenzioni -
Petite pièce - Bagatelle -
Le petit chat
Mozart
Fantasia K. 475
Sonata K. 457