di Paolo Cairoli
Se affrontare l'incisione di tutta l'opera pianistica di Chopin è
impresa mirabile, proporla in sala da concerto è una sfida titanica.
Pietro De Maria è impegnato su entrambi i fronti: sta registrando
per la Decca gli opera omnia dello Chopin pianistico, e contemporaneamente
li affronta in sala da concerto, suddivisi nell'arco di sei appuntamenti.
I primi tre, proposti dall'Unione Musicale l'anno scorso, hanno suscitato
recensioni entusiastiche; sulla "Stampa" Giorgio Pestelli ha scritto:
«si resta ammirati non solo del dominio tecnico straordinario, ma
della continua concentrazione con cui De Maria attraversa tanta densità
poetica e paesaggi tanto diversi».
Il suo viaggio si arricchisce quest'anno delle due tappe centrali della
produzione chopiniana; il primo appuntamento comprende Notturni, Mazurke,
Valzer, Polacche, la Seconda ballata, il Terzo scherzo, nonché
uno dei pochi incontri di Chopin con la sonata; in questo caso si tratta
di quella in si bemolle minore, nota per la marcia funebre e per il finale
baluginante, che passa rapido come un'ombra e si consuma in una frenesia
allucinata e priva di pause.
Anche il secondo concerto, il penultimo del ciclo, vede al centro una
delle opere più complesse di Chopin: quella Fantasia in fa minore
che si apre con una marcia enigmatica, cui risponde, con enorme contrasto,
un'idea lirica e supplicante. È uno dei pochissimi riferimenti
di Chopin a Beethoven, in particolare al secondo movimento del Quarto
concerto per pianoforte, per il quale spesso si chiama in causa la vicenda
mitologica di Orfeo e delle Furie. La serata si chiude con una pagina
leggendaria: la Polacca"Eroica", recentemente proposta sempre per l'Unione
Musicale, dal giovane pianista cinese Lang Lang: la stagione in corso
offre così al suo pubblico la preziosa possibilità di confrontare
interpreti diversissimi, e per di più su opere conosciute da tutti.