Il rapporto tra jazz e musica classica ha vissuto fasi alterne. Agli
inizi, l'idillio, sebbene ai compositori "classici" europei non fosse
ben chiaro di cosa si stesse parlando. I jazzisti, dal canto loro, tanto
i bianchi quanto i neri, non fecero nessuna fatica ad appropriarsi di
quanto la cultura musicale europea aveva prodotto, e già con Duke
Ellington sconfinarono. Poi vennero la Seconda Guerra Mondiale, l'accademia
serialista e il free jazz. Le acque s'intorbidirono, alea e improvvisazione
furono confusi in un magma indistinto, fino a che ci si accorse, sul fronte
classico, che il jazz aveva ormai un suo repertorio cui attingere e con
diletto. Da qui il programma dei Clarivoces, che marca il punto di equilibrio
tra i due generi. Ci sono le quattro ance (la memoria va agli indimenticabili
Four Brothers), ma riviste nel segno dei clarinetti. Poi la ritmica, ma
con le percussioni. E c'è il programma, che della storia del jazz
ripercorre i tre quarti: da Sidney Bechet (clarinettista e sassofonista
pioniere) a Chick Corea, quello fusion di Spain. Ammirevole l'omaggio
a Henghel Gualdi, che del clarinetto è stato più che un
virtuoso.
Analogo in parte il discorso del Brass Voice, giocando esso pure sull'efficacia
delle trascrizioni. Ampio il tributo a Gershwin, che proprio del jazz
aveva fatto un punto di distinzione nel suo essere compositore americano.
Poi lo sguardo va oltre Broadway e, spostandosi nel Village, coglie il
bel tema di Lullaby of Birdland dell'inglese (americano d'adozione, ma
sempre inglese, e dallo scorso anno pure baronetto) Shearing, un pianista
eccellente, il cui stile a blocchi d'accordi impressionò persino
Jack Kerouac (ne parla in On the road). Tra McCartney e Jobim è,
infine, tutto un correre di nostalgie diverse, quelle stesse che evoca
proprio il brasiliano, ricordandoci che una bella melodia va dritta al
cuore, con tutte le conseguenze del caso. (f.fe.)
Concerti Aperitivo
Piccolo Regio Puccini
ore 11
domenica 6 aprile
Clarivoces Ensemble
Musiche di Ellington, Gillespie, Miller, Mancini, Gualdi, Desmond, Monk,
Bechet, Corea
domenica 13 aprile
Brass Voice
Musiche di Haydn, Giordani, Haendel, Debussy, Gershwin...
Al termine dei concerti verrà offerto un aperitivo