aprile 2008

de sono - associazione per la musica


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Intervista

Thomas Demenga
«La musica contemporanea appartiene alla nostra vita»

Thomas Demenga Uno dei tratti più interessanti del violoncellista svizzero Thomas Demenga è il suo sguardo, la sua esperienza a trecentosessanta gradi nell'universo musicale. Sfoglia tutte le pagine e si connette, seguendo tutte le direzioni e ogni orientamento, con la rete dei suoni. Si cimenta con l'arte interpretativa, con quella dell'insegnamento, con la composizione, così come con la progettazione, con l'esecuzione dal vivo e in studio, nella musica da camera, nella pratica solistica, in recital con grandi complessi strumentali. È stato risucchiato dal repertorio barocco, come da quello romantico o contemporaneo, è stato sedotto dagli strumenti e dalle tecniche degli antichi, come da quelle delle più grandi tradizioni interpretative del Novecento. Non c'è istinto di accumulazione, neppure frenesia, nel suo cammino: esplora, cerca, pone a confronto, osserva, seleziona con perizia le esperienze che lo catturano, con le quali può risolvere gli ostacoli o le questioni nate dalla sua pratica e dalle sue riflessioni, con le quali continua a nutrire la propria sostanza, a plasmare e arricchire il proprio talento artistico. Nel mese di aprile sarà a Torino protagonista di un concerto con l'orchestra Archi, l'ensemble originato dall'Accademia di Formazione per Orchestra da Camera avviata nel 2005 dalla Associazione De Sono, con il sostegno della Compagnia di San Paolo. Per i giovani componenti del complesso, tutti borsisti o ex borsisti De Sono, significa entrare in contatto con un bagaglio di sensibilità inestimabile perché Demenga, allievo di Walter Grimmer, Antonio Janigro, Leonard Rose e Mstislav Rostropovic?, da un lato si è formato e ha vissuto immerso nelle grandi scuole violoncellistiche del Novecento e dall'altro è sostenuto da una profonda capacità di pensiero e di rielaborazione di uno stile originale.

Il programma scelto rispecchia una sua prassi ormai consolidata a partire dalle note incisioni con Ecm intitolate Bach and Modern Series: vale a dire l'accostamento di brani del repertorio classico, romantico o barocco (spesso con arrangiamenti ad hoc) a opere contemporanee.
«È una soluzione che amo: il concerto comprende infatti l'esecuzione della Sonata Arpeggione di Schubert, in un arrangiamento per archi e violoncello che ho già testato in altri concerti e che trovo abbia una speciale atmosfera; è un brano piacevole da suonare. L'orchestra poi ha tutt'altro che un ruolo di accompagnamento e in particolare la viola è molto in evidenza. Les adieux per violoncello e archi è invece una mia composizione del 2000 (in prima esecuzione italiana), che ho concepito anche in una versione con il sintetizzatore. Il brano inizia con una melodia molto bella al violoncello in forma di canone, ha poi una grande esplosione drammatica nella parte centrale, per poi tornare alla meravigliosa melodia dell'inizio. Il titolo fa esplicito riferimento al brano di Beethoven il cui tema è affidato al primo violino».

Quanto conta confrontare stili e tradizioni musicali diverse nel periodo formativo?
«La scelta di un repertorio è assolutamente soggettiva e può dipendere da molti fattori, dal proprio gusto, dalla propria inclinazione o dal proprio talento. Ma in effetti io penso che quanto più ci confrontiamo con repertori diversi e lontani tra loro tanto più la nostra sensibilità si affina e si apre, e questo non può che arricchire un giovane musicista. Ci sono persone che si dichiarano non interessate alla musica contemporanea, che la trovano incomprensibile, noiosa, o lontana dal loro mondo. Se penso che quelle stesse persone usano un computer, il cellulare, chattano in Internet e utilizzano il satellitare, ecco trovo il loro atteggiamento strano, per lo meno curioso». (m.p.)




domenica 6 aprile
Conservatorio
ore 21
Concerti De Sono 2008
Archi
orchestra da camera
Thomas Demenga violoncello
Demenga
Les adieux
per violoncello
e archi
Schubert
Sonata D. 821 (Arpeggione)
(versione per archi
di Vladimir Mendelssohn)
Quintetto op. 163 D. 956
(versione per archi
di Thomas Demenga)