di Federico Maria Sardelli
Rari sono i compositori che riescono a suscitare nel pubblico una passione,
un'attrazione, una vera e propria mania, come fa Vivaldi. La sua
musica, fatta di ritmi travolgenti e melodie che s'imprimono, genera
continuamente amori a prima vista. Ecco da dove parte il titolo della
mostra torinese, che si propone di analizzare ed esemplificare questo
straordinario fenomeno moderno partendo dall'origine, ovvero da
quell'immenso tesoro che Torino custodisce e che resta tutt'oggi
sconosciuto ai più: l'intero archivio musicale del compositore,
centinaia di manoscritti di sonate, sinfonie, concerti per ogni sorta
di strumento, cantate, opere sacre e teatrali. Un corpus gigantesco, approdato
a Torino dopo le mille peripezie di una storia che sembra un romanzo e
che oggi ci parla del pensiero di Vivaldi, delle sue abitudini compositive,
dei suoi tic, del suo carattere.
Nessun altro compositore ha conosciuto, come lui, un successo così
schizofrenico: dalla fama dei suoi giorni si è passati a un totale
oblio post mortem che è durato quasi centocinquant'anni.
Dal momento della sua riscoperta, agli inizi del Novecento, l'onda
dell'interesse verso Vivaldi non si è più arrestata.
Anzi, si fa ogni giorno più travolgente: migliaia di incisioni
discografiche si rincorrono, e fra tutte primeggia la possente Vivaldi
Edition avviata da Naïve sotto la guida di Alberto Basso e dell'Istituto
per i Beni Musicali del Piemonte (ed ecco ancora Torino al centro della
rinascita vivaldiana); l´edizione completa delle sue partiture -
iniziata dall´Istituto Italiano «Antonio Vivaldi» nel
1947 - sta avviandosi verso la conclusione; innumerevoli sono le
sue esecuzioni in tutte le sale del mondo; anche la cinematografia ha
scoperto Vivaldi, mentre già si contano diversi romanzi che lo
vedono protagonista.
Questo successo travolgente, come ogni successo, ha portato anche dei
guai: alla musica di Vivaldi tocca la sventura di diventare suoneria telefonica,
musica d'attesa, motivetto universale scaduto a banalità.
Le sue celeberrime Stagioni sono annualmente massacrate da esecutori che
sfidano ogni limite del bizzarro come non oserebbero fare con Bach o Beethoven,
autori che hanno goduto di un successo più costante nei secoli.
Altri guasti, più insidiosi, provengono dalla moda recente di ricostruire
e ricomporre a tutti i costi le sue opere perdute o danneggiate. Insomma,
la "Vivaldimania" porta con sé anche il tarlo distruttivo
che si annida in ogni grande successo.
Ecco allora la mostra di Palazzo Bricherasio ricondurre questa mania alla
realtà della storia, partendo dalla fonte primaria dei manoscritti
autografi e conducendo il fruitore-ascoltatore attraverso quadri, lettere,
ascolti, in un percorso che mira a ricostruire l'immagine autentica
del compositore, fuori dalle mode e dalle deformazioni mitografiche. Leggere
direttamente le sue partiture e le sue lettere, entrare dentro ai dipinti
di Guardi o Della Bella che descrivono il suo mondo, accedere ad ascolti
selezionati, significa riconsegnare al pubblico il Vivaldi autentico,
sottraendolo alla lente deformante del consumo superficiale e stimolando
quella sana mania che proviene solo dalla conoscenza.
VIVALDIMANIA
23 aprile - 8 giugno
Palazzo Bricherasio
Sale Storiche
via Lagrange, 20
ORARI
lunedì 14.30-19.30;
da martedì a domenica 9.30-19.30;
giovedì e sabato
9.30-22.30.
BIGLIETTI
intero euro 2
ridotto euro 1
(riservato anche
a chi visita la mostra di Canaletto e Bellotto.
L'arte della veduta)
Informazioni:
tel. 011 57 11 811