dicembre 2008

unione musicale


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Kremer e la Kremerata Baltica
Trascrizioni, contemporaneità e tradizione

di Marina Pantano

KremerIl dono unico del violinista lettone Gidon Kremer si potrebbe individuare nella sua capacità di “integrare”, cioè di accogliere e accostare, in maniera non convenzionale, elementi diversi, magari lontani, a volte fra loro contrastanti, arricchendone e amplificandone le singole caratteristiche. La tecnica, la profondità e l’originalità delle sue interpretazioni del repertorio classico e romantico, sono per l’appunto integrate da una curiosità e un’attività incessante dedicata alla musica del Ventesimo e del Ventunesimo secolo, tanto che si può dire che negli ultimi trent’anni nessun altro solista di pari fama abbia così promosso, sostenuto ed eseguito l’opera di compositori contemporanei (di origine russa o dell’Europa orientale e non), tanto da esserne diventato un indiscusso punto di riferimento.
Il suo Festival di Lockenhaus è un’altra prova di questo talento. In una piccola cittadina dell’Austria orientale ogni estate dal 1981 un gruppo nutrito di musicisti di notorietà internazionale si riunisce in piccoli ensemble cameristici che suonano per limitati gruppi di ascoltatori e forse, soprattutto, per se stessi: atti di intimità appartata condivisa da anime musicali provenienti da ogni parte del mondo.
Fondando, nel 1997, la Kremerata Baltica, Kremer ha riunito l’effervescenza e l’entusiasmo di ventisette giovani musicisti provenienti dai tre Paesi Baltici con la propria esperienza, superando con la musica le barriere generazionali e quelle linguistiche e ha gettato un ponte culturale tra le tre repubbliche e le loro differenti identità nazionali. Anche la tecnica della trascrizione, presenza costante nella sua attività concertistica e discografica, è uno strumento di ”avvicinamento” e “fusione”: è un modo per offrire al pubblico visioni attuali di opere di repertorio, nel rispetto della tradizione. Il link questa volta è tra epoche e sensibilità lontane nel tempo. È il caso di una Sonatina per violino e pianoforte di Schubert trascritta per strumento solista e orchestra da Mikhail Tsinman e da Andrei Pushkarev, che ascolteremo nel concerto dell’Unione Musicale: quali vibrazioni si saranno attivate nel contatto tra le semplici melodie e le limpide architetture classiche dello stile Biedermeier con l’inventiva del violinista del Trio Rachmaninov di Mosca e di quella dell’eccezionale percussionista di Kiev? Pushkarev è, tra l’altro, un partner assiduo di Kremer (nonché autore del fortunato album intitolato Bach Vibrations): i loro duetti per violino e vibrafono hanno più volte acceso l’entusiasmo delle platee statunitensi ed europee. Un contributo al repertorio di questo insolito organico è arrivato anche (chi l’avrebbe mai detto?) dal compositore lettone Georgs Pelecis, grande esperto del repertorio antico e barocco, con il suo originale Flowering Jasmin.
Pelecis, in tandem con un altro violinista russo di illustre famiglia, Igor Oistrakh, ha inoltre tributato un omaggio a una delle Soirées de Vienna di Franz Liszt, il Valse-Caprice n. 6, parafrasi per pianoforte su temi di Schubert, autore cui Liszt dedicò molte trascrizioni; questa nuova versione per violino e orchestra trasmette echi odierni dell’appassionata dichiarazione d’amore dedicata nel 1852 al compositore viennese. Schubert ha ispirato un altro fantasioso arrangiamento, inciso con grande successo dalla Kremerata per Ecm, quello del Quintetto in sol maggiore per archi a opera di Victor Kissine, compositore russo, iper-raffinato autore anche della Barcarola per violino, orchestra e percussioni, un brano dallo stile “acquatico” ispirato a versi di Josef Brodsky.
Un grande insegnante, un raffinatissimo manipolatore di colori strumentali, un sensibile esperto di cultura musicale russa: di Reinhold Glière, Gidon Kremer propone in apertura di concerto l’Ottetto op. 5 trascritto per orchestra.
La conclusione della serata è affidata infine a uno degli autori più amati da Kremer, Astor Piazzolla, la cui musica, guarda caso, è stata ed è tuttora inesauribile oggetto di trascrizioni, rielaborazioni e parafrasi.




mercoledì 3 dicembre
Conservatorio
ore 21
serie dispari

Kremerata Baltica
Gidon Kremer

maestro concertatore
e violino

Glière
Ottetto op. 5
(trascrizione per orchestra)

Kissine
Barcarola per violino, orchestra e percussioni (2007)

Schubert
Sonatina in la minore
op. 137 n. 2 D. 385 (arrangiamento di Tsinman-Pushkarev)

Schubert-Liszt
Soirées de Vienna.
Valse-Caprice n. 6 (arrangiamento di Oistrakh-Pelecis)

Pelecis
Flowering Jasmin
per violino e vibrafono

Piazzolla
Tre pezzi
per violino e archi