di Angelo Chiarle
Comincia tutto venticinque anni fa a Monaco di Baviera. Cinque giovani cantanti e un pianista-cantante decidono di unire i loro talenti. Il sogno? Rinverdire i fasti internazionali dei Comedian Harmonists, uno dei gruppi vocali più famosi in Europa prima della Seconda Guerra Mondiale, ricollegandosi all’illustre tradizione tedesca di canto a cappella maschile del XIX secolo. I punti di forza? L’elevata qualità delle voci individuali, un equilibrio timbrico perfetto e lo spirito di gruppo. La scorsa estate la voce brillante del giovane controtenore Markus Geitner subentra (con autorevolezza) al tenore Alfons Brandl, co-fondatore del gruppo. Accanto a lui canta Hubert Nettinger, un tenore dalla “pasta” vocale molto dolce, capace di brillare anche quando serve un contralto. Segue Manuel Warwitz, tenore molto eclettico, lirico, drammatico o comico, a seconda delle necessità. Al registro grave troviamo Michael Mantaj, un basso-baritono dall’ugola d’oro, fiato senza fine e grande flessibilità espressiva.
La voce del basso Christian Schmidt costituisce il fondamento vocale del gruppo, un basso vellutato ma alquanto “caratterizzante”. Completa il gruppo il pianista-baritono Berno Scharpf, accompagnatore sensibile, prezioso anche come voice-percussionist. Dopo un quarto di secolo di magnifici concerti in Germania, Europa, Asia e negli Stati Uniti, i Singphoniker ormai sono in grado di sciorinare un repertorio che spazia dal Medioevo fino alla musica contemporanea. Spesso sono stati interpreti di prime esecuzioni di brani scritti apposta per loro.
Delle loro esecuzioni la critica ha elogiato il perfetto amalgama, l’esattezza dell’intonazione, il colore vocale incantevole. Tra le loro incisioni spiccano le argutissime “singphonizzazioni” di Rossini, Mendelssohn, Reger e Strauss, di serenate, canti natalizi e popolari, ma anche uno squisito tributo a Simon & Garfunkel.