«Nell'odierna società dei consumi il Natale subisce purtroppo una sorta di “inquinamento” commerciale, che rischia di alterarne l'autentico spirito», dice Benedetto XVI. «I presunti mali del Natale moderno – replica al Papa lo storico americano Stephen Nissenbaum – costituiscono in realtà le sue più genuine tradizioni». Uno scontro dialettico senza possibilità di sintesi?
Dal cuore della luterana Lipsia, due secoli e tre quarti fa, Bach avrebbe sicuramente avuto la sua da dire. Alla fine del 1734, affascinato dal modello italiano dell'oratorio, il Thomaskantor decise di cimentarsi in una sfida per lui inedita: riallacciarsi alla tradizione delle "storie di Natale" diffusa soprattutto nella Germania centrale, per rilanciarla su una scala assolutamente più grandiosa e innervarla di una drammaticità teatrale.
In realtà, in primis c'era l'esigenza contingente di provvedere all'“arredo sonoro” per l'intero ciclo delle celebrazioni del tempo di Natale. Trovare una logica di coesione interna teologica e musicale per trasformare in un grandioso polittico sei momenti di musica sacra tradizionalmente scollegati tra Natale e l'Epifania: questa la sfida in cui volle cimentarsi quel grandioso architetto musicale che fu Bach.
Il librettista (forse Henrici) articolò la "materia" narrativa, dalla nascita di Gesù alla visita dei Magi, desunta dai Vangeli di Luca e Matteo, in sei parti: le prime tre per le feriae di Natale, Santo Stefano e San Giovanni, le altre tre per la Circoncisione, la domenica dopo Capodanno e l'Epifania. Riciclando senza problemi parecchio materiale pre-composto, Bach elaborò sei Cantate da eseguire alla Nikolaikirche e alla Thomaskirche. Il risultato? Sessantaquattro numeri di musica straordinaria: recitativi ricchi di pathos, corali semplici, cinque cori grandiosi, dodici squisite arie solistiche… Il sublime bachiano: una via d'uscita dall'annosa Battle for Christmas descritta da Nissenbaum? Non l'unica da esperire, certo. Però assolutamente entusiasmante. (a.c.)
lunedì 15 dicembre
Conservatorio
ore 21
serie l’altro suono
Academia Montis Regalis
Alessandro De Marchi direttore
Coro Filarmonico
Ruggero Maghini di Torino
Claudio Chiavazza maestro del coro
Robin Johannsen
soprano
Franziska Gottwald mezzosoprano
Markus Brutscher
tenore
Antonio Abete
basso
Bach
Oratorium Tempore Nativitatis
Christi BWV 248