Intervista
di Cecilia Fonsatti
È un doppio ritorno quello di Cesare Mazzonis, nuovo direttore artistico dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai: ritorno a Torino, sua città natale, e ritorno alla Rai, dove nel 1967 ha iniziato il suo percorso musicale.
Dopo una laurea in chimica a Buenos Aires (dove bambino si trasferisce con la famiglia) e gli studi musicali a Londra, Siena e Salisburgo, la sua carriera è un susseguirsi di prestigiosi incarichi: ha iniziato nel 1967 alla Direzione Musica della Rai, è stato poi direttore artistico di Coro e Orchestra della Rai di Roma (1977-1980), consulente dell'Accademia Filarmonica Romana, vice e poi direttore artistico del Teatro alla Scala di Milano (1980-1992), del Maggio Musicale Fiorentino (1992-2002), del Premio «Paganini» di Genova e della Paganiniana (dal 2003), consulente artistico dell'Orchestra «Mozart» di Claudio Abbado (nel 2006). A tutto ciò affianca anche per due anni una consulenza artistica con il Teatro Bol'sˇoj di Mosca, dedicandosi contemporaneamente alla stesura di romanzi (editi da Einaudi e Feltrinelli) e libretti teatrali. «Il bagaglio di esperienza che porto con me è corposo – ammette durante la conferenza stampa di insediamento, quando viene presentato con sincero entusiasmo da Michele dall'Ongaro (assistente del direttore della Produzione Tv) e Aldo Pellegrini (responsabile del Centro di Produzione Rai di Torino). – È la prima volta che lavoro a Torino. Questa opportunità, oltre che un incarico importante, è per me anche l'occasione per ritornare alle origini e incontrare vecchi amici e colleghi».
Che funzione deve avere un'orchestra radiotelevisiva?
«Primo: proporre musica, e di alta qualità, come tutte le orchestre del mondo; secondo: utilizzare il mezzo radio-televisivo nel modo più funzionale alla diffusione della musica e della cultura; terzo: ideare progetti ad hoc per sfruttare al meglio questi importanti elementi a disposizione».
I suoi progetti artistici?
«Non voglio dare anticipazioni a vanvera sulla programmazione futura. Di certo non ho nessuna intenzione di seguire la prassi ormai corrente di distruggere ciò che quelli prima hanno costruito. Nutro profonda stima per i colleghi che mi hanno preceduto, seri professionisti appassionati che hanno svolto un ottimo lavoro; in particolare con Lorenzo Fasolo ci siamo passati il testimone con sincero spirito di collaborazione. Mi prefiggo piuttosto di continuare il loro percorso, aggiungendo anziché eliminando».
I suoi obiettivi principali?
«Da un lato la ricerca di nuovo pubblico, soprattutto di giovani, da portare a concerto. È una missione difficile per la quale non esistono formule magiche o scorciatoie. Insieme ci si ingegnerà per inventare un sistema di “avvicinamento” delle nuove generazioni alla musica e alla cultura, all'insegna della qualità, che a mio parere paga sempre; tenderò a evitare qualsiasi forma di banalizzazione.
Il secondo obiettivo è la creazione di sinergie con le altre realtà attive a Torino (di teatro, arti visive, cinema, musica…) per valorizzare al meglio un messaggio culturale, tanto più forte quanto originato da più fonti; tra l'altro credo che lavorare in sintonia con le altre istituzioni sia fondamentale anche in vista di un periodo di difficoltà economiche che aspetta tutti al varco».
Quali notizie sul direttore principale?
«Questo è un argomento importante e delicato per il futuro dell'Orchestra. Personalmente temo non si risolverà nel giro di un solo anno (tutti sanno che i direttori hanno impegni sul lunghissimo periodo); inoltre credo che esistano più orchestre e solisti che direttori di prima qualità, e non tutti i bravi direttori funzionano con tutte le orchestre. La scelta non sarà avventata. Forse si può ipotizzare di collaborare assiduamente con una terna di direttori tra cui poi effettuare la scelta… Vedremo».
Il suo rapporto con la musica nuova?
«Premesso che la rassegna Rai NuovaMusica verrà naturalmente mantenuta – magari riconsiderandone la collocazione temporale –, in generale credo che la musica contemporanea debba essere proposta al pubblico, ma con intelligenza e accuratezza».