dicembre 2008

de sono associazione per la musica


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Intervista

Thomas Füri
Un nuovo Konzertmeister per gli Archi della De Sono

Thomas FüriC'è aria di novità per l'orchestra da camera Archi, la formazione di borsisti della De Sono che da qualche anno ha abituato il pubblico torinese a esecuzioni di grande qualità: si è da poco insediato alla loro testa un nuovo primo violino e Konzertmeister. Si tratta di Thomas Füri, uno dei più blasonati strumentisti d'Europa, che ha diretto per quattordici anni la Camerata Bern suonando negli Stati Uniti, in Australia, oltre che nelle più prestigiose sale d'Europa; è stato inoltre primo violino del Quartetto I Salonisti, ha registrato per le etichette più importanti e, attualmente, è docente della Hochschule di Basilea. Ha un'esperienza e delle idee che lasciano immaginare un futuro ancor più brillante per la giovane compagine della De Sono, perché Füri non sarà soltanto il primo violino, ma avrà anche mansioni prettamente didattiche: trascorrerà alcuni periodi a Torino e lavorerà per plasmare il suono e lo stile dell'orchestra.

Queste accademie saranno un'occasione preziosa per i ragazzi…
«Sì, non li conoscevo ancora, anche se in realtà conosco piuttosto bene Francesca Camerana, che aveva organizzato alcuni concerti estivi a Levanto ai quali io avevo partecipato a metà degli anni Ottanta. Conosco anche Carlo Bertola, che li segue da tempo, e Thomas Demenga, che ha suonato con loro e me ne ha parlato in termini entusiastici».

Come ha impostato il lavoro?
«Per preparare il concerto di dicembre sono venuto a Torino più volte, incastrando i miei impegni con quelli dei ragazzi. Suonando e dirigendo contemporaneamente ci si deve ascoltare molto; io chiedo a ogni singolo strumentista di ascoltare se stesso e il risultato dell'insieme. Cerco poi di lavorare in senso pedagogico, dando anche indicazioni tecniche sulla musica d'assieme, sull'uso dell'arco. Questo in linea generale, perché poi mi piace cambiare di volta in volta il mio modo di lavorare: sono tendenzialmente curioso e aperto, non voglio essere il classico professore di college; suono con loro, affronto con loro le difficoltà. Di sicuro mi piacerebbe testare alcuni dei componenti dell'orchestra in ruoli solistici, magari scegliendo concerti con più di un solista».

Quale repertorio predilige?
«Io suono di tutto, non mi interessa una specializzazione totale. Quello barocco per esempio è considerato un repertorio specialistico, ma ci sono gruppi di barocchisti che, pur iperspecializzati, non sono in realtà buoni interpreti. Non credo occorra essere degli specialisti: bisogna piuttosto essere dei musicisti. Si può passare da un periodo storico all'altro, a patto di lavorare a fondo per comprendere lo stile che si sta affrontando. A me fondamentalmente interessano i contrasti: mi piace passare da Mozart a Sándor Veress».

La musica contemporanea la interessa?
«Molto. E mi interessa anche sapere quali sono i gusti dei musicisti con cui lavoro in ambito contemporaneo. Io ho suonato molto la musica di Toru Takemitsu e di Isang Yun».

Con l'orchestra Archi, nel vostro primo concerto insieme, che programma affronterete?
«È un programma che conosco bene, che amo molto e che ho suonato molte volte con la Camerata Bern: comprende una Sinfonia di Carl Philipp Emanuel Bach, che ho anche inciso, e le Variazioni su un tema di Frank Bridge di Benjamin Britten: un pezzo molto virtuosistico e davvero impegnativo. Con Alexander Lonquich e Cristina Barbuti suoneremo anche Malédiction per pianoforte e archi di Franz Liszt e Hommage à Paul Klee per 2 pianoforti e archi di Sándor Veress, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente».

Quello con l'orchestra Archi è un bell'impegno, che richiede una buona dose di energia. Posso chiederle quanti anni ha?
«Sessantuno, ma non mi sembra possibile: sono molto impegnato con la musica, ma faccio anche dello sport. In verità mi sento molto più giovane!»
(p.c.)




mercoledì 17 dicembre
Conservatorio G. Verdi
ore 21
Concerti De Sono 2008

Archi
orchestra da camera
Alexander Lonquich direttore e pianoforte
Cristina Barbuti
pianoforte

C.P.E. Bach
Sinfonia in si minore per archi Wq. 182 n. 5
Britten
Variazioni su un tema
di Frank Bridge op. 10
Liszt
Malédiction per pianoforte e archi S 121
Veress
Hommage à Paul Klee, fantasia per 2 pianoforti e orchestra d'archi