febbraio 2008

unione musicale


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I Sestetti per archi e gli amori di Brahms

di Oreste Bossini

Visto che il cinema ha (ri)trovato a Torino una delle sue capitali, parliamo di un vecchio film di Louis Malle intitolato Les amants. La pellicola ha giusto cinquant’anni e racconta la storia d’amore di una ricca borghese, Jeanne Moreau, sconvolta dall’incontro con un giovane incontrato per caso durante un viaggio. Secondo Paolo Mereghetti il film rivisto oggi non è un granché, tuttavia Truffaut sosteneva che Malle avesse osato mostrare «la prima notte d’amore al cinema». Bisognerebbe chiedere a qualche esperto se Truffaut avesse ragione o meno, ma almeno un’altra dote capitale il film ce l’ha senz’altro. L’autore infatti ha indiscutibilmente scelto la musica migliore per esprimere l’ondata di sentimenti vissuti dalla protagonista nel corso della lunga scena d’amore al chiar di luna: il Tema con variazioni (Andante ma moderato) del Sestetto in si bemolle op. 18 di Johannes Brahms. Sembra curioso che il musicista forse più condannato a reprimere i propri impulsi sentimentali abbia saputo invece, nella sua musica, esprimere il subbuglio interiore del suo cuore in forme imbevute di spirito classico, senza però congelare le emozioni in schemi rigidi e privi di vita. I due Sestetti per archi, che risalgono agli anni Sessanta e precedono i grandi lavori per orchestra, costituiscono forse i primi esempi di quel processo di rinnovamento della musica da camera che Brahms porterà avanti con successo nelle opere della maturità, trasformando il linguaggio di un genere ormai languente in un accademismo vuoto e retorico. Malle comunque aveva visto giusto, scegliendo il Sestetto in si bemolle, perché la nuova maniera di sentire la musica di questa coppia di lavori dipendeva in qualche misura dal desiderio di esprimere un fondo di turbamenti erotici e sentimentali depositato nel fondo dell’anima del compositore tedesco. Non era tuttavia il primo quello più direttamente coinvolto negli amori del musicista, bensì il secondo, in sol maggiore. Il fervente tema secondario del movimento iniziale, infatti, è costituito da una serie di suoni che nella notazione tedesca formano la parola A-G-A-H-E, un riferimento nemmeno troppo nascosto al nome di Agathe von Siebold, il primo grande amore di Brahms.




mercoledì 27 febbraio
Conservatorio
ore 21
serie pari
Sestetto d’archi dei Filarmonici di Berlino
Brahms

Sestetto in si bemolle maggiore op. 18
Sestetto in sol maggiore op. 36