febbraio 2008

orchestra sinfonica nazionale della rai


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Jeffrey Tate e l’Orchestra Rai
Un lungo sodalizio all'insegna della raffinatezza

di Nicola Pedone

TateMettendo in fila le sessanta e più serate che dal 1996 a oggi Jeffrey Tate ha diretto a capo dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai si delinea una “Tate Gallery” musicale raffinata ma non snob, coerente ma non monocorde. C’è molta musica inglese, naturalmente, con una particolare predilezione per Britten, che aprirà il concerto del 7 febbraio, ed Elgar, che a giugno chiuderà l’attuale stagione insieme a Bruckner. C’è tutto il Romanticismo tedesco, da Mendelssohn a Wagner, da Schubert a Brahms. È presente Strauss, così come lo sono Schoenberg, Webern e Berg; non però le avanguardie del secondo Novecento. Non c’è molta musica russa, ma è ben rappresentato Stravinskij. Ci sono – amatissimi – Mahler e Bruckner, creatori di vasti mondi sonori che, con la loro richiesta di un ascolto immerso e partecipe, sono la medicina ideale per noi ascoltatori, spesso distratti e frettolosi. Ma anche quando la scelta cade sui classicissimi, Mozart, Haydn, Beethoven, mai nulla nelle proposte e negli accostamenti è scontato: la fiducia nella capacità comunicativa della grande musica non diventa mai ricerca del “popolare” e in questo Tate è autenticamente e nobilmente inglese.
Il suo lungo rapporto con questa Orchestra (primo direttore ospite dal 1998 e direttore onorario dal settembre 2002) gli consente di lavorare per ampie arcate, alla ricerca di programmi originali che non si esauriscono nello spazio di un concerto ma gettano ponti e richiami da una serata all’altra, da una stagione all’altra. Stagioni della vita, non solo stagioni concertistiche.
L’ultimo incontro di Jeffrey Tate con l’Osn della Rai è stato il 1 marzo 2007 e riassume in modo esemplare questa e altre sue qualità. In quell’occasione, ai microfoni di Radio3, il maestro spiegò che, nel 1961, a diciotto anni, era ancora ignaro del suo futuro di musicista e studiava medicina a Cambridge, dove pure, secondo la migliore tradizione dei college, cantava come basso nel coro della Cambridge University Music Society. Un giorno, prosegue nell’intervista, venne Britten in persona per dirigere un concerto sinfonico-corale che comprendeva la sua Cantata Academica, il Canto degli spiriti sopra le acque di Schubert, l’Ode to Death di Holst e la Missa in angustiis di Haydn. Il concerto si tenne nella bellissima chiesa gotica di Aldeburgh e fu decisivo nella sua scelta tra musica e medicina (l’altro incontro cruciale fu quello con Klemperer alcuni anni dopo). Divenuto celebre direttore, Tate tenne a lungo nel cassetto il sogno di riproporre un giorno quel programma, arrivando infine a realizzarlo con l’Orchestra della Rai e con il Coro Filarmonico «Ruggero Maghini» proprio in quel concerto dello scorso marzo. «Perché – concludeva Tate – essere il direttore onorario di un’orchestra è meglio che essere il boss: c’è più confidenza, più collaborazione».

Virtuosa Viktoria per Prokof’ev

TateVi sarebbero mille motivi per lasciarsi affascinare dal personaggio di Viktoria Mullova, variopinte suggestioni che nulla hanno a che fare con la musica. Eppure, ciò che lascia sbigottiti gli ascoltatori di tutto il mondo è un fenomeno di tutt’altro genere. L’incredibile bellezza del suono, unita al rigore e alla profondità delle sue interpretazioni, suscitano un’impressione tale da far sbiadire qualsiasi aneddoto colorito, a partire dalla sua avventurosa fuga dall’Unione Sovietica del 1983. Dopo aver liquidato con memorabile sfacciataggine il Concerto di Cˇajkovskij, sostenendo che «la fatica richiesta non è proporzionata al valore musicale della pagina», la violinista russa ha posto le fondamenta della sua maturità artistica ed espressiva attraverso un lungo periodo di studio attorno alle opere di Bach. La rovente tensione lirica che attraversa le opere dei suoi conterranei, come il Concerto di Prokof’ev – che suonerà insieme all’Orchestra della Rai –, viene docilmente assecondata dal suo virtuosismo, eppure miracolosamente distillata da qualsiasi asprezza sonora. (a.t.)




giovedì 7 febbraio
ore 20.30
turno rosso
venerdì 8 febbraio
ore 21
turno blu
Auditorium Rai Arturo Toscanini
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Jeffrey Tate

direttore
Viktoria Mullova
violino
Musiche di Britten, Prokof’ev, Debussy

CONCERTI FUORI SEDE

sabato 9 febbraio
Asti, Teatro Alfieri – ore 21
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Jeffrey Tate
direttore
Viktoria Mullova violino
Musiche di Britten, Prokof’ev, Debussy

sabato 23 febbraio
Reggio Emilia, Teatro Valli – ore 20.30
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Marc Albrecht
direttore
Musiche di Mahler