giugno - luglio 2008

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai


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La Rai fa bene alla musica

raiFar "vedere" la musica. È una sfida, anzi, forse è "la" sfida per chi - come un manager da tanti anni impegnato sui diversi fronti della produzione televisiva - si avvicina a quel patrimonio prezioso e unico in Italia che è l'Orchestra Sinfonica Nazionale Rai. La sfida di dare a questa istituzione una visibilità che vada al di là del prestigio di cui già gode a livello locale, nazionale e internazionale, di farla "vedere" - e apprezzare - a un pubblico sempre più vasto. La sfida di essere - anche nella gestione dell'Orchestra, che vive in gran parte sulle risorse del canone - un vero servizio pubblico.
La ricetta? Trattare la musica con amore e rispetto, ma facendola scendere da quel piedistallo "culturale" in cui spesso viene confinata, come se la sua fruizione fosse - antitesi stessa del concetto di servizio pubblico - un fenomeno da élite.
L'obiettivo diventa allora tutelare gli appassionati della musica "colta", ma avvicinare contemporaneamente altri pubblici a Torino, in Italia e in Europa, dove l'Orchestra Sinfonica Nazionale Rai rappresenta il nostro Paese e si confronta con le altre orchestre dei servizi pubblici radiotelevisivi appartenenti al prestigioso circuito dell'Eurovisione (Ebu/Uer). Per riuscirci basta far "parlare" la musica, con l'attività concertistica dell'Orchestra, con una presenza costante sui nuovi media, con un impegno promozionale più mirato. Una sfida, dicevamo, a livello internazionale, nazionale e locale.

In Europa (ma anche, ambiziosamente, su scala intercontinentale…) vuol dire veder riconosciuta la propria qualità: impegno difficile, che richiede iniziative di medio periodo a partire da un incremento, già avviato, delle tournée, della partecipazione a festival qualificati, compatibile con le risorse disponibili. E qui spetta alla televisione il compito di essere "amplificatore", nel mondo, della cultura italiana e della nostra Orchestra. Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha varato Le vie della musica, un progetto impegnativo che solo un servizio pubblico attento e sensibile ai temi dell'educazione alla musica colta può sostenere: tre opere liriche in diretta mondovisione, sull'esempio dei grandi successi di Tosca-nei luoghi e nelle ore di Tosca e La traviata à Paris offerte in diretta mondovisione negli scorsi anni. La prima data è già fissata: giugno 2009 alla Reggia di Venaria Reale con Cenerentola di Rossini interpretata dall'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e da un cast prestigioso; poi, nel 2010, Rigoletto di Verdi nella sua location "naturale": Mantova. Infine, un terzo e ultimo appuntamento, ancora in corso di definizione, per il 2011, sempre con la nostra Orchestra.
Contemporaneamente sono stati recuperati di recente i rapporti con il circuito degli enti sinfonici delle radio e tv europee associati all'Eurovisione, mentre gli importanti appuntamenti autunnali con i meeting di coordinamento, e quello specifico sul marketing delle orchestre pubbliche, sono da considerarsi momenti essenziali.

pellegriniIn Italia, l'attività dell'Osn è già oggi intensa e gli impegni fino a tutto il 2009 sono proiettati a una crescita di quantità e qualità, a partire da una realtà - come quella del Sud Italia - scarsamente presente tra le mete dell'Orchestra, anche per il minor numero di eventi. In questo senso, un primo passo sarà, a settembre 2008, la presenza dell'Orchestra Rai a Cagliari per il concerto di gala d'apertura del Prix Italia. Poi sarà necessario ricostruire una proficua rete di contatti con gli enti organizzatori delle regioni meridionali.
Sempre su scala nazionale bisogna insistere sul contributo che la tv può dare alla musica - al suo ascolto, alla sua comprensione - utilizzando meglio gli spazi di palinsesto riservati ai concerti, oggi angusti e limitati, e aprendo altri spazi, ricorrendo a nuovi linguaggi. Quest'anno, ad esempio, è stata l'Orchestra Sinfonica Nazionale ad augurare per la Rai buone feste agli italiani con lo spot natalizio girato all'Auditorium Rai di Torino e trasmesso su tutte le reti: un modo elegante di riportare la musica colta all'attenzione del grande pubblico. Ma è solo il primo input di una serie di iniziative che dovremo sviluppare. Cominceremo a farlo concretamente dal prossimo luglio con la registrazione, all'Auditorium, di un nuovo programma televisivo di RaiTre per bambini e ragazzi in dodici puntate: protagonista l'Orchestra in un format accattivante e allegro, pensato per avvicinare i più giovani alla musica colta.
Ma non basta: serve un'adeguata sinergia con il Ministero dei Beni Culturali e con la Presidenza del Consiglio, o con il Comitato per i 150 anni dell'Unità d'Italia per trovare occasioni, eventi, modalità nuove per promuovere il piacere dell'ascolto e la sensibilità nei confronti della musica.

Anche a livello locale, e quindi a Torino e in Piemonte, l'Osn ha gli stessi obiettivi: soddisfare il proprio pubblico e raggiungerne altro, nuovo e diverso, e diventare - insieme al suo Auditorium - parte integrante del sistema culturale della città e della regione.
Recentemente abbiamo realizzato due sondaggi (in Auditorium e alla Fiera Internazionale del Libro) per entrare in contatto diretto con il nostro pubblico abituale, con quello saltuario e con una tipologia di pubblico potenziale. Un'iniziativa importante con un riscontro interessante, un modo per confrontare e conoscere a fondo sia gli utenti attuali, sia quelli potenziali; una dimensione diversa di dialogo, che ha fornito moltissimi spunti di riflessione. Lancio da questo spazio la proposta di realizzare, proprio con le risorse comuni degli associati di Sistema Musica, un sondaggio demoscopico ancora più capillare, completo e sistematico, che serva a tarare efficacemente le iniziative dell'intera rete concertistica locale; in tale prospettiva metteremo a disposizione degli altri partner quanto emerso dalle nostre iniziative.
Torino è una città estremamente vivace sotto il profilo culturale e in particolare sotto quello musicale, una città che da tempo è protagonista della sua trasformazione postindustriale. Partecipare attivamente a questa transizione vuol dire anche coglierne tutte le opportunità, contribuendo al tempo stesso a valorizzare l'immagine di un territorio colto, ricco di tradizioni, carico di progetti stimolanti. Il circuito turistico torinese è entrato a pieno titolo in quello delle città d'arte: da qui l'opportunità e il dovere di "agganciarlo", proponendo in modo intelligente e coordinato un'offerta musicale che arricchisca la proposta culturale del territorio, cercando al tempo stesso di migliorare i risultati della biglietteria e arrivando a un pubblico "nuovo" o altrimenti non raggiungibile. Allo stesso modo è importante realizzare pienamente ed estendere accordi per la promozione congiunta, come quelli avviati con il Museo Nazionale del Cinema e con il Museo Egizio per favorire lo scambio tra le rispettive utenze, e facilitare la fusione di proposte culturali differenti. A queste iniziative se ne stanno aggiungendo altre: dall'incremento dei punti vendita di biglietti e abbonamenti, agli accordi di collaborazione con gli operatori professionali del circuito turistico.
Anche l'attività concertistica tradizionale della nostra Orchestra, già molto legata alla vita culturale della città, deve raggiungere un ancor più saldo ancoraggio con le tante manifestazioni cittadine a partire dal Torino Film Festival o da Contemporary. Lo stesso Auditorium, con la sua posizione centrale, la sua capienza e le sue strutture, deve aprirsi di più, divenire una presenza attiva nello sviluppo e nella crescita del sistema culturale piemontese, uno spazio vivo dove non si fa solo musica ma cultura in senso lato.

La Rai si ricorda molto bene di avere una grande Orchestra e intende valorizzarla come uno degli strumenti con cui un servizio pubblico svolge la sua missione di promozione e diffusione della cultura nel paese. Così, ritengo, la Rai può far "vedere", e bene, la musica.

Aldo Pellegrini
responsabile del Centro di Produzione di Torino e dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai