di Andrea Valle
Esule dalla Grecia in Francia, Xenakis approda a Parigi nel 1947, dove il suo destino incrocia quello di Le Corbusier. Nello studio del grande architetto svizzero, Xenakis lavorerà per circa dieci anni come ingegnere, contribuendo in maniera fondamentale a quell’incontro di architettura e matematica che Le Corbusier sperimentava nel progetto della città di Chandigarh come nel convento di Sainte-Marie de la Tourette. In entrambi i casi, l’apporto di Xenakis verte sul problema della proporzione e del ritmo, e trova uno dei suoi momenti di sperimentazione nella complessa gestione dei volumi e delle superfici delle vetrate. Nella loro scansione variabile, le vetrate connettono alla spazialità architettonica della superficie la temporalità della modulazione ritmica. Così, se per Xenakis l’architettura include il tempo, allo stesso modo spesso la musica si costruisce come o attraverso uno spazio. Punto di incontro tra musica e architettura è a tutti gli effetti il Padiglione Philips per l’Esposizione Internazionale di Bruxelles del 1958: per esso, Xenakis progetta una struttura generata matematicamente e costituita esclusivamente da superfici curve. Durante l’Esposizione il padiglione ospita a ciclo continuo il Poème Électronique, opera multimediale ante litteram che include proiezioni di immagini – scelte da Le Corbusier – e musica – composta da Edgar Varèse – diffusa attraverso trecentocinquanta altoparlanti. Varèse, ormai settantacinquenne, lavora per un anno alla composizione del brano omonimo, inseguendo il sogno, perseguito tenacemente nei trent’anni precedenti, di un suono che finalmente circoli nello spazio. Nonostante la distruzione del padiglione, avvenuta nel 1959, il Poème Électronique resta un punto nodale della modernità: ultima opera completa di Varèse ultimo lavoro di Xenakis nello studio di Le Corbusier, passaggio del testimone tra due grandi irrequieti della contemporanietà musicale, esso segna infatti il definitivo spostamento degli interessi di Xenakis dall’architettura verso la composizione. Non a caso, Xenakis contribuisce all’opera anche con il brano elettronico Concret PH, in cui la natura granulare della materia sonora anticipa una sensibilità che diverrà attuale quarant’anni dopo.
mercoledì 2 luglio
Auditorium Rai
Arturo Toscanini
ore 21
XXIII Congresso Mondiale
degli Architetti UIA
Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai
Arturo Tamayo direttore
Carole Louis soprano
Xenakis
Shaar per grande orchestra
Metastaseis per 60 esecutori
Varèse
Offrandes per soprano e orchestra da camera
Amériques per grande orchestra