giugno - luglio 2008

Unione Musicale


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Katia e Marielle Labèque
Un mondo sul filo della musica

di Oreste Bossini

katia marielle labequeLa prima domanda buona da fare a Katia e Marielle Labèque, in una futura intervista, sarebbe quella di chiedere loro se ricordano la giornata dell'8 dicembre 1969. A Parigi doveva fare un freddo cane, ma le sorelle Labèque erano troppo impegnate a suonare le Visions de l'Amen di Olivier Messiaen per accorgersene. Stavano registrando il loro primo disco e non è difficile immaginare la concentrazione e l'energia profuse dalle due musiciste nel lavoro. La ripresa si svolgeva nella Salle Adyar, in Place Rapp, all'interno di uno splendido edificio Art Nouveau di proprietà della Società Teosofica. L'autore in persona, entusiasta del lavoro e incantato dalla maniera energica e appassionata di suonare delle giovani interpreti, era presente alla registrazione, pronto a offrire un consiglio e a spiegare i passi più difficili. Rimane una fotografia, a testimonianza di quell'incontro indimenticabile. Messiaen, in quell'epoca già una sorta di guru della musica francese, indica con il dito un passo della partitura, appoggiato al pianoforte, rivolto alle due ragazze con l'espressione paziente e saggia di certi santi protettori che si scorgono nella pittura fiamminga. Katia e Marielle dovevano essere appena adolescenti, ma i capelli lisci e neri, ripartiti nel mezzo, conferivano al loro volto un aspetto ancor più infantile. Due bambine quasi, assorte con modestia a decifrare i segni di un mistero musicale troppo grande per la loro età, ma reso dalle loro mani un prodigio di sonorità e un arcobaleno mistico di colori sulle tastiere dei pianoforti. La vecchia fotografia in bianco e nero rivela anche qualche cosa del carattere delle Labèque, a osservarla bene. Per prima cosa, il coraggio. Katia e Marielle non sono intimorite dalle parole di una figura come quella di Messiaen, che incuteva rispetto a musicisti di ben altra esperienza. Osservano le note con scrupolosa attenzione e cercano di assorbire ogni sfumatura della spiegazione del maestro, ma non sembrano sfiorate dal dubbio di riuscire a compiere il loro lavoro in maniera adeguata. Si poteva esser certi, anche solo guardando la loro espressione, che la registrazione sarebbe riuscita in maniera impeccabile, secondo i desideri dell'autore. Inoltre il loro atteggiamento manifesta già l'indole delle due diverse personalità. Marielle, perfettamente rilassata, le mani appoggiate sul pianoforte accanto alla musica, emana dalla compostezza della figura un'aura di forza interiore, di solidità imperturbabile, di fiducia muta in se stessa. Katia è diversa, sembra più inquieta e mercuriale. Il dito appoggiato al labbro, mentre segue il rigo musicale ascoltando Messiaen, manifesta il desiderio di non accontentarsi della spiegazione, di trattenersi dal chiedere qualcosa di più al maestro, di sapere ciò che la scrittura ancora non le ha rivelato.
Viene spontaneo chiedersi cosa sia rimasto di quelle due adolescenti, dopo che la vita ha plasmato la loro intelligenza e l'esperienza del bene e del male ha conferito una forma certamente diversa al loro cuore. L'impressione è che il carattere di fondo non sia cambiato in maniera radicale, rispetto a quel giorno di dicembre di tanti anni fa. Continueranno di sicuro a cercare altre musiche nuove, inaudite per così dire, cercando ancora di lavorare con un musicista pronto a chinarsi con loro sulla partitura fresca di stampa distesa sul pianoforte. Rispetto a quella fotografia del 1969, tutto sembra così diverso e lontano, a cominciare dal fatto che oggi le Labèque registrano i dischi con la loro etichetta discografica, KML. Non sono più ragazzine con i capelli sulle spalle, ma artiste affermate e imprenditrici di loro stesse. Eppure, a guardare e riguardare lo sguardo serio di Marielle e il ditino inquieto sul labbro di Katia, risulta chiaro che il filo della loro storia non si è spezzato, che il nucleo profondo del loro mondo è rimasto intatto. E tanto ci basta per tornare ad ammirarle.

Il maestro Murray Perahia ci ha comunicato che le sue condizioni di salute, per quanto migliorate, non gli consentono ancora di esibirsi in pubblico.
Augurandogli il più pronto e completo ristabilimento, l'Unione Musicale è grata a
Katia e Marielle Labèque per aver accettato di essere protagoniste dell'ultimo concerto della stagione 2007-2008.




mercoledì 4 giugno
Auditorium del Lingotto  ore 21
serie dispari, pari,
primo abbonamento
Katia e Marielle Labèque pianoforti

Debussy
En blanc et noir,
3 capricci per 2 pianoforti
Schubert
Fantasia in fa minore
per pianoforte a 4 mani
op. 103 D. 940
Ravel
Ma mère l'oye
per pianoforte a 4 mani
Rhapsodie espagnole
per pianoforte a 4 mani

Avvio della campagna abbonamenti per la stagione 2008-2009 dell'unione musicale a partire dalle ore 19 presso il foyer dell'auditorium del lingotto. agli abbonati delle serie l'altro suono e didomenica che confermeranno il proprio posto e a quanti sottoscriveranno un nuovo abbonamento sarà dato un biglietto omaggio per questo concerto.