giugno - luglio 2008

Teatro Regio Torino


Torna all'indice dei contenuti

Edgar nella prima versione
Per ascoltare Puccini come se fosse la prima volta

di Susanna Franchi

edgarSarebbe bello ascoltare le opere giovanili di un compositore senza pensare a quelle che sono venute dopo, a quelle mature. Chi, ascoltando Oberto, conte di San Bonifacio avrebbe predetto che, quel Verdi Giuseppe da Busseto, avrebbe scritto Traviata o Otello? E allora, ascoltando Edgar, di Puccini Giacomo da Lucca, la sua seconda opera, il suo unico vero "insuccesso" (Madama Butterfly dopo il fiasco scaligero divenne una delle opere più amate), il gioco non è quello di giudicarlo pensando a quello che avrebbe composto dopo, ma pensando a cosa funziona - teatralmente, musicalmente, drammaturgicamente - e cosa non funziona. L'occasione, offerta dal Teatro Regio il 25 giugno, è ghiotta perché si ascolterà Edgar proprio come accadde ai suoi primi ascoltatori il 21 aprile 1889 al Teatro alla Scala: la versione in quattro atti, quella che, dopo il successo di stima del pubblico e le perplessità della critica, Puccini modificò più volte fino ad arrivare alla versione in tre atti che è quella che da allora è sempre stata rappresentata. Invece, con una storia quasi alla Indiana Jones, grazie alla partitura per orchestra che si credeva perduta e che Simonetta Puccini - nipote del compositore - ha ritrovato, per la prima volta in epoca contemporanea assisteremo alla prima versione di Edgar. Ma, andiamo con ordine. All'origine c'è il poème dramatique La coupe et les lèvres (La coppa e le labbra) di Alfred de Musset, che fa parte della raccolta Un spectacle dans une fauteil, ovvero drammi da leggere in poltrona più che da recitare; il protagonista è una sorta di Faust, uno pseudo-eroe byroniano, malinconico e infelice, che disprezza tutto e tutti. Da quei tremila versi e cinque atti Ferdinando Fontana, che era già stato librettista di Le Villi, prima opera di Puccini, trae il libretto di Edgar, trasferendo l'azione dal Tirolo alle Fiandre del 1302 e prendendosi molte libertà rispetto all'originale: Frank, il protagonista diventa Edgar, Deidamia (la buona) diventa Fidelia, Belcolore (la cattiva) si trasforma in Tigrana, due nomi che subito servono a chiarire il carattere delle protagoniste femminili.
La trama, in quattro atti, così racconta: Edgar, diviso tra l'amore puro per la giovane Fidelia e quello "scandaloso" per Tigrana, dopo aver dato fuoco alla casa paterna, fugge con Tigrana (atto I); stanco di quell'amore vizioso Edgar decide di lasciare Tigrana e si arruola nell'esercito che combatte i francesi (atto II). Edgar finge di essere morto in battaglia e, vestito da frate, assiste al suo funerale, denigrando davanti ai soldati la sua stessa figura; Tigrana (che il finto frate ha convinto donandole dei gioielli) racconta che Edgar è un traditore, così i soldati cercano di distruggere il feretro ma scoprono che all'interno vi è solo l'armatura; il frate si svela (atto III). È il giorno delle nozze di Edgar e Fidelia, ma Tigrana si introduce nella casa della ragazza e la uccide. Edgar, sconvolto, vorrebbe ucciderla ma i contadini la portano via condannandola a morte (atto IV).
Dopo la prima i critici si scagliano contro le insensatezze del libretto e trovano che il giovane Puccini sia debitore a Bizet (non è infatti come la storia di Don José, diviso tra Micaela, l'amore puro, e Carmen, quello impuro?), Gounod (la prima aria di Fidelia) e Ponchielli (concertato finale del primo atto). Dopo tre recite l'opera viene sospesa e Giulio Ricordi, dalle pagine della "Gazzetta Musicale", difende il suo pupillo da alcuni membri del Cda Ricordi che volevano sospendergli i compensi: «La critica milanese si scagliò con grande severità contro il libretto, e se fu più mite con il musicista, riconoscendone l'ingegno, ne accolse però il lavoro in modo tale che, ove il Puccini non avesse fortissima fibra d'artista, potrebbe concludere col dire: cambiamo mestiere».
Fortunatamente Puccini non cambia mestiere, ma comincia a modificare l'opera: taglia, sposta, cuce e ricuce, così una prima versione modificata esordisce a Lucca nel 1891 poi, il 28 gennaio 1892, la versione in tre atti va in scena al Teatro Comunale di Ferrara, poi a Torino e a Madrid. Completamente soppresso il quarto atto con i preparativi per le nozze, l'opera si conclude con il terzo, dopo che Edgar ha svelato di essere il finto frate, riabbraccia Fidelia ma Tigrana la uccide. Per Puccini, però, l'opera rimase sempre una spina nel fianco, qualcosa di irrisolto, tanto che nel 1905, regalando all'amica Sybil Seligman lo spartito dell'opera, vi scrisse: «E Dio ti guardi da quest'opera».
A farci amare Edgar forse basterebbe il fatto che Toscanini abbia utilizzato il Requiem del terzo atto per i funerali di Puccini a Milano. A noi smaliziati ascoltatori del 2008, che nelle orecchie abbiamo tutta la produzione del compositore, non resta che ridare una chance alla sua seconda opera. Ascoltatela come se fosse la prima volta: d'altra parte al Regio sarete come gli spettatori della Scala in quel lontano aprile 1889.




mercoledì 11 giugno
Teatro Regio
Foyer del Toro
ore 17
Incontro con l'opera

Edgar
a cura di
Susanna Franchi

mercoledì 25 giugno
Teatro Regio
Sala Caminetto
ore 17
Tavola rotonda

Edgar
partecipano
Simonetta Puccini
Cristiano Ostinelli
Linda Fairtile
Gabriele Dotto
Susanna Franchi

Ingresso libero