Intervista
Organista e compositore, Enrico Euron è specializzato in musica medioevale e in etnomusicologia. Ha studiato le tecniche tradizionali dell'arpa celtica in Bretagna, Irlanda e Scozia e si è intensamente dedicato alla ricerca sulla musica antica irlandese per arpa. Per la «Stefano Tempia» presenta in prima esecuzione assoluta la sua Missa in dedicatione Sancti Michelis Arcangeli, dedicata alla Sacra di San Michele.
Maestro Euron, come è nata l'idea di questa composizione?
«In una sera d'estate del 2001 il compianto rettore Padre Antonio Salvatori mi disse che l'Abbazia non aveva una liturgia musicale propria. Così cominciai a scrivere le prime note di una composizione che mi avrebbe impegnato per i successivi sei anni. Durante la maturazione del progetto decisi di affiancare alle parti canoniche della messa il proprium della festività di San Michele Arcangelo. Da una parte volevo che l'opera portasse traccia delle mie ricerche sulla musica antica dell'Irlanda e della Scozia. D'altra parte sognavo di rendere omaggio al monachesimo irlandese che così tanto ha influito sulla spiritualità medievale e moderna».
Quali caratteristiche ha il brano?
«In tutta l'opera traspare l'omaggio allo stile di Ennio Morricone, di Nino Rota, di Vierne e dei romantici francesi. Ho voluto scrivere qualcosa di immediato, che potesse rimanere nel cuore del pubblico già al primo ascolto. Quando vedi per la prima volta la Sacra di San Michele ti rimane impressa in modo indelebile per la sua chiarezza di linee, per la sua imponenza e per la sua essenzialità. E questo è ciò che ti rimane nel cuore quando scendi a valle. Poi ti rendi conto che hai solo visto la superficie della costruzione. C'è molto di nascosto che le permette di apparirti così immediata. Ho cercato di riportare questo nella mia musica». (a.m.)