maggio 2008

unione musicale


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Richard Goode, il pianista del Bronx

Un pianista emerso dal Bronx. Richard Goode viene da lì, da quel reticolo di strade e culture diverse. Forse avrebbe toccato solo di striscio il mondo musicale, se non ci avesse pensato la Curtiss-Wright Corporation a sponsorizzare i suoi studi. Proprio grazie a quel colosso dell'industria aerospaziale Goode, a soli dieci anni, cominciava a far volare i suoi sogni; pochi anni dopo studiava già con Rudolph Serkin, distinguendosi al Curtis Institute e al Marlboro Music Festival; a vent'anni aveva già perfettamente capito quali fossero le gioie e i dolori del mondo commerciale: nato in una di quelle aree a cui il mercato non può rinunciare, proprio grazie ai padroni di quello stesso mercato era riuscito a coltivare il suo talento. Un solo problema: Goode aveva paura del pubblico; sul palcoscenico provava quella sensazione disarmante che spesso ha costretto tanti interpreti a essere grandi solo dietro le quinte. Il rifugio veniva dal mondo rassicurante della musica da camera; poi, qualche anno dopo, la consacrazione come solista. E così oggi possiamo apprezzare tutta la raffinatezza interpretativa di un pianista che non ha mai avuto paura di Schubert o di Beethoven, ma solo di quegli sguardi indiscreti che avvolgono un musicista alle prese col suo strumento. (a.m.)




mercoledì 21 maggio
Conservatorio - ore 21
serie pari
Richard Goode
pianoforte

Musiche di Bach,
Beethoven, Fauré, Debussy