di Paolo Cairoli
Il
Quartetto di Tokyo ci ha abituati alle sue esecuzioni intense e calibrate;
una recente recensione del "Messaggero Veneto" parlava di
«connubio perfetto di padronanza strumentale, sensibilità,
trasparenza d'animo e intelligenza esecutiva». Formazione
ormai storica, che miete successi da più di trent'anni, il
Quartetto è considerato uno dei più importanti ensemble
da camera del mondo e si esibisce ovunque, dall'Australia all'Estonia,
dalla Scandinavia all'Estremo Oriente. Poterlo ascoltare è
sempre un'occasione preziosa.
Il programma del concerto per l'Unione Musicale comprende il Primo
quartetto di Smetana, e proprio a questo autore, insieme a Dvor?ák,
è dedicato il loro ultimo cd, che segue il completamento dell'intero
ciclo dei Quartetti di Beethoven. La loro attività discografica,
in generale, è molto intensa: hanno realizzato più di quaranta
incisioni per etichette come Bmg/Rca e Harmonia Mundi, ottenendo diversi
riconoscimenti tra i quali il Best Chamber Music Recording of the Year
di "Stereo Review" e il Grand Prix du Disque di Montreux.
Con il recente contratto di esclusiva per Deutsche Grammophon si sono
posti definitivamente ai vertici della discografia internazionale.
Approdano a Torino nell'ambito di una tournée acclamatissima,
che li ha visti impegnati, oltre che nel repertorio classico, nell'esecuzione
di opere nuove come le prime assolute di Blossoming for String Quartet
del compositore giapponese Toshio Hosokawa e del quartetto Primiera Luz
di Lera Auerbach.
Una curiosità impreziosisce i loro concerti: dal 1995 suonano un
gruppo di Stradivari d'eccezione, denominato "Quartetto Paganini",
che prende il nome dal leggendario violinista che li suonò tutti
e quattro.