Che significato può avere la musica per un neonato? Che tesori porta con sé un genitore che canta una canzone a suo figlio mentre gli cambia il pannolino o che lo guida alla scoperta del suono di tazze e cucchiaini? Istintivamente possono sembrare episodi di poca importanza, buffe e scoppiettanti gag di una persona “seria”, momentaneamente rincitrullita dall’affetto per il suo bambino, subito accantonate di fronte ai “veri” problemi della vita. Eppure, un bambino che incontra la musica fa un’esperienza di incredibile ampiezza e profondità. Entra nella dimensione più importante dell’esistenza: quella del tempo. Come insegna Michel Imberty, uno dei più brillanti psicologi della musica della nostra epoca, «entrare in un tempo riempito di musica significa sintonizzarsi con il respiro dell’attesa e della delusione, del desiderio e della scoperta, e quindi aprirsi alla vita nel suo complesso».
Partendo da quest’orizzonte è nato il progetto di MusicaTondo, piccola guida per parlare ai figli con la musica, pubblicato nel 2007 con il patrocinio del Comune di Torino e distribuito gratuitamente ai genitori con figli da zero a sei anni. Scritto da Gianni
Nuti, docente di didattica e psicologia della musica, e arricchito dalle splendide illustrazioni di Emanuele Luzzati, grandissimo artista scomparso lo scorso anno, questo piccolo e colorato manualetto si compone di dodici capitoli, corrispondenti ai momenti più comuni della vita del bambino. Si comincia dal periodo pre-natale e si arriva alla visione di cartoni animati e pubblicità, passando per la nanna e il bagnetto. In ogni capitolo viene tracciato un “itinerario sonoro” attraverso cui il bambino e i genitori – insieme – mettono in gioco i loro sensi e le loro emozioni, scoprendo così il mondo in cui vivono e, soprattutto, chi sono. I movimenti dondolanti della culla si caricano di sorprese se accompagnati da una canzone improvvisata mentre i primi tentativi di camminare, scanditi da un ritmo di marcia, diventano avventure indimenticabili. Un’attenzione particolare viene dedicata alla scoperta dei paesaggi sonori in cui siamo immersi, trovando collegamenti con gli stimoli visivi e olfattivi.
Ogni itinerario prevede un “fare”, un “ascoltare” e un “sapere”. A ogni attività, o gioco, viene quindi affiancata una serie di brani musicali da ascoltare insieme e un breve approfondimento teorico. Le proposte musicali appartengono prevalentemente alla tradizione colta, con una predilezione per il repertorio del Novecento, verso il quale i bambini sono spesso più ricettivi degli adulti.
A completare il quadro, alcuni riferimenti alle ballate popolari e alle canzoni narrative di Branduardi e De Andrè.
Da quest’anno il progetto MusicaTondo diventa anche un sito Internet – www.comune.torino.it/musicatondo – collegato al portale del Comune di Torino. La diffusione in rete prevede anche la disponibilità diretta dei brani musicali, che si possono ascoltare selezionando l’icona corrispondente.
L’apertura del sito è stata presentata lo scorso 21 febbraio presso il foyer del Teatro Regio, con la partecipazione dell’autore Gianni Nuti, dell’assessore alla cultura Fiorenzo Alfieri, di Gianandrea Noseda, direttore musicale del Teatro e della ricercatrice Manuela Filippa. La presentazione ha previsto un dibattito sulle prospettive attuali della didattica della musica per i giovanissimi, anche se le attività proposte da Gianni Nuti tradiscono un’attenzione, neanche troppo nascosta, per l’educazione degli adulti. Ed è forse questo il valore aggiunto del suo lavoro. Un genitore che scopre insieme al figlio il mondo sonoro che lo circonda è sollecitato ad aprire innanzitutto le proprie orecchie, abituate a risvegliarsi solo in una sala da concerto oppure sotto le direttive imperiose della propria autoradio. Come può testimoniare chiunque abbia fatto un’esperienza educativa, tentando di far crescere un bambino ci si scopre misteriosamente più grandi. (a.t.)