marzo 2008

unione musicale


Torna all'indice dei contenuti

Magdalena Kozˇená
Voce avvolgente, bellezza che ammalia

di Alessio Tonietti

MagdalenaUna cascata di capelli biondi e due meravigliosi occhi blu assecondano e infine soggiogano i colori di un bosco autunnale sullo sfondo. Questa è una delle prime immagini di Magdalena Kozˇená in cui ci si imbatte impostando una semplice ricerca su Internet e chiarisce subito l’espressione «una sfida fra sensi», coniata da un giornalista americano in occasione di una sua esibizione. Eppure la sfida è autentica perché la voce, custodita in una tale bellezza, rappresenta anch’essa un piccolo miracolo della natura, capace di far vacillare le tradizionali classificazioni. «Per un minuto senti un contralto, subito dopo un soprano, e tutto questo senza nessun apparente artificio. In tutti gli anni che ho lavorato con i cantanti, non ho mai sentito una voce così». Così la definisce il pianista Malcolm Martineau, che l’ha accompagnata in molte esibizioni e che sarà al suo fianco anche a Torino. A completare il ritratto sarebbe sufficiente qualche mania o un paio di capricci da “pin-up dell’opera”. Invece la bella Magdalena ha sempre tenuto uno stile professionale impeccabile, ironizzando spesso sul contrasto fra le sue pose da femme fatale nei libretti dei suoi cd (molto simili a un inserto di “Vogue”) e l’abbondanza di ruoli mascolini che scandiscono la carriera di ogni mezzosoprano. A rintuzzare l’immaginazione, ci pensa un temperamento tutt’altro che pacifico, che la porta a giudizi taglienti e corrosivi nei confronti di ciò che non approva. Memorabile, a questo proposito, la vera e propria distruzione pubblica di Robert Wilson, regista del celeberrimo Orfée diretto da John Eliot Gardiner. «Le direttive che ci impartiva erano completamente in contraddizione con il testo. A lui non importava nulla di quel che cantavamo, gli interessava solo la luce. Tutto qui: sposta il pollice di due centimetri a sinistra così la luce fa un bell’effetto. Voleva dei burattini».
Un’indole coraggiosa e sfrontata, che le procura una fama da “pecora nera” fin dagli anni del Conservatorio. Nata a Brno nel 1973 da una famiglia di scienziati, Magdalena Kozˇená imposta la sua formazione su Haendel e sul repertorio barocco, trascurando MagdalenaVerdi e la tradizione operistica italiana. Una scelta che molti troverebbero professionalmente suicida e che invece la conduce velocemente, nel 1995, al primo premio alla International Mozart Competition di Salisburgo. Ben presto viene chiamata a lavorare con i più prestigiosi direttori della scuola filologica come Gardiner, Harnoncourt e Paul McCreesh, senza dimenticare la collaborazione italiana con il Giardino Armonico di Giovanni Antonini. Si prende un rischio dietro l’altro, dedicando la sua prima incisione discografica alla tradizione liederistica dei suoi compatrioti, Dvorˇák, Janácˇek e Martinuº, che le procura un Grammy Award nel 2001.
Diventa un punto di riferimento mondiale nel repertorio barocco, concentrandosi sulle opere di Monteverdi, Haendel, Rameau e sui ruoli “mascolini” – come li chiama lei – mozartiani, come Idamante dell’Idomeneo e il Cherubino delle Nozze di Figaro.
Acclamata in ogni teatro per la stupefacente agilità e la pienezza avvolgente della sua voce, la bellissima cantante si trova a dover raccogliere l’ennesima sfida. In risposta alle accuse di una certa pesantezza emozionale e di scarsa propensione alle partiture drammaticamente più complesse, Magdalena si avventura nel repertorio novecentesco e arricchisce le sue capacità interpretative incidendo opere di Ravel, Sˇostakovicˇ e Respighi. «Spesso il repertorio barocco viene considerato come uno sport, per provare quanto puoi andare veloce, oppure in alto, o in basso. Sento l’urgenza di diventare sempre più espressiva e ciò conduce inevitabilmente alla musica più recente».
Allo spettatore rimarrà il ruolo del bosco autunnale nelle sue foto, condannati dalla sua voce e dalla sua bellezza a essere assecondati e infine soggiogati.




mercoledì 5 marzo
Conservatorio
ore 21
serie dispari
Magdalena Kozˇená mezzosoprano
Malcolm Martineau pianoforte
Debussy
Chansons de Bilitis
Trois ballades
de François Villon
Mahler
5 Lieder su testi di Friedrich Rückert
Dvorˇák
V národním tónu
Poulenc
Fiançailles pour rire
2 Chansons pour enfants
Les chemins de l’amour