marzo 2008

unione musicale


Torna all'indice dei contenuti

Davidis pugna et victoria
L’oratorio barocco latino secondo Alessandro Scarlatti

Progetto oratorio barocco, puntata quarta. Dopo il Sant’Agnese di Pasquini, il San Giovanni Battista di Stradella e Il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Haendel, l’Academia Montis Regalis propone una nuova tappa dell’intrigante viaggio alla riscoperta dell’oratorio barocco iniziato due anni fa. Validissimo, come sempre, il cast vocale selezionato da Alessandro De Marchi: Roberta Invernizzi, Anke Herrmann, Martin Oro, Fredrik Akselberg e Antonio Abete sono tutti solisti dei quali il pubblico torinese ha avuto più volte la possibilità di saggiare dal vivo l’elevata qualità. Come già per l’Orfeo monteverdiano dello scorso novembre, sarà della “partita” anche il Coro Filarmonico «Ruggero Maghini» di Torino diretto da Claudio Chiavazza. Riflettori puntati, questa volta, su un altro grande del Barocco del primissimo Settecento: Alessandro Scarlatti.
Ma perché tanta attenzione proprio all’oratorio barocco? Dalla ricerca musicologica dell’ultimo decennio è emersa la straordinaria vitalità e varietà del movimento oratoriano tra 1650 e 1700. In tutta Italia (con la sola eccezione di Venezia) le produzioni oratoriane avevano una netta preponderanza rispetto a quelle operistiche. Genere ubiquitario buono quasi per ogni occasione, l’oratorio del XVIII secolo è, insomma, una galassia misteriosa, ancora in molta parte da catalogare ed esplorare, anche a livello locale.
Roma, Oratorio del Santissimo Crocefisso, oratorio latino. Questa semplice triangolazione consente di inquadrare bene quella che va considerata una “varietà linguistica” del genere dell’oratorio. Rispetto all’oratorio volgare lo stile musicale di quello latino, in effetti, è identico. Si svilupparono nello stesso periodo, dagli anni Venti del Seicento in poi. Ma non negli stessi luoghi. L’oratorio volgare fiorì soprattutto negli oratori della Chiesa Nuova di Santa Maria in Vallicella e di San Girolamo della Carità, mentre quello latino era un’esclusiva dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso.
«I Musici più eccellenti gareggiano per farvi parte, e i Compositori di maggior valore brigano l’onore di farvi ascoltare le proprie composizioni, e si sforzano di farvi apparire ciò che hanno di meglio nel loro studio». Così nel suo diario il viaggiatore francese André Maugars esprimeva il suo entusiasmo per quelle adunanze a metà via fra il mondano e lo spirituale per le quali Giacomo Carissimi compose tutti i propri oratori latini tra 1650 e 1660. La next generation che raccolse la sua eredità e prolungò per qualche decennio i fasti dell’oratorio romano, latino e volgare, annoverava, come “punte di diamante” Pasquini, Stradella, Alessandro Scarlatti, Caldara e, per un po’ di tempo, Haendel.
Arrivato a Roma diciottenne, grazie al suo straordinario talento Scarlatti attirò presto l’attenzione di tutti i mecenati più importanti. Fu nominato maestro di cappella prima a San Giacomo degli Incurabili e poi a San Girolamo della Carità. Della produzione di Scarlatti la musica sacra, nonostante la sua considerevole consistenza, è la parte meno esplorata. Dei sei oratori latini che sappiamo egli compose per l’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso, sopravvive solo Davidis pugna et victoria.
Scritto in occasione del Giubileo del 1700, questo oratorio fu rappresentato il 5 marzo. In realtà, alcuni tratti stilistici un po’ arcaici della partitura sembrano suggerire una data di composizione antecedente: forse Scarlatti rielaborò uno dei tre oratori scritti per il Crocifisso tra 1679 e 1682, di cui nemmeno conosciamo il titolo. Davidis perla musicale a tutt’oggi pochissimo conosciuta. Assolutamente da riscoprire. Una prima esecuzione assoluta per Torino. (a.c.)




lunedì 10 marzo
Conservatorio
ore 21
serie l’altro suono
Academia Montis Regalis
Coro Filarmonico
«Ruggero Maghini»
di Torino
Alessandro De Marchi
direttore
Claudio Chiavazza
maestro del coro
Roberta Invernizzi
David
Anke Herrmann
Jonatha
Antonio Abete
Golia
Martin Oro
Saul
Fredrik Akselberg
Testo
A. Scarlatti
Davidis pugna et victoria, oratorio latino