marzo 2008

orchestra sinfonica nazionale della rai


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Prokof’ev e Cˇajkoskij per la rivelazione Tugan Sokhiev

SokhievTugan Sokhiev è nato nel 1977 a Vladikavkaz, nell’Ossezia settentrionale, un territorio all’interno della Federazione Russa, abitato da migliaia di anni, ricco di terre fertili e crocevia commerciale e politico del Caucaso: la leggendaria “via della seta”, che un tempo conduceva in Cina, attraversa infatti la regione, al centro, oggi, delle tensioni conseguenti alla dissoluzione del regime sovietico (l’Ossezia del nord è balzata tristemente alla ribalta dell’attenzione internazionale per il terribile episodio della scuola di Beslan).
Sokhiev è nato dunque in una terra, nel bene e nel male, aperta, di transito, di scambi tra Ovest ed Est, tra Nord e Sud. Ha studiato al Conservatorio di San Pietroburgo, allievo prima di Ilya Musin e poi di Yuri Temirkanov, diplomandosi nel 2001, quando aveva già una avviata e impegnativa attività internazionale: ancora studente, infatti, aveva diretto la Filarmonica di Strasburgo, l’Orchestra dell’Opera di Monaco, la BBC Philharmonic Orchestra, l’Orchestre National de Montpellier, l’Orchestra della Toscana, l’Orchestra Sinfonica di Birmingham e la Deutsche Symphonie-Orchester Berlin. Dopo aver ottenuto, nel 2000, il primo premio al Terzo Concorso Internazionale «Prokof’ev», è stato nominato direttore principale dell’Orchestra Sinfonica di Stato della Russia e direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di Stato dell’Ossezia settentrionale, cariche che ha ricoperto fino al 2003. Ma è il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo la chioccia che ne ha covato il talento brillante e molto promettente. Al Kirov ha cominciato a dirigere, giovanissimo, il repertorio sinfonico, poi ha debuttato in quello operistico nel 2001 con Il viaggio a Reims e con Evgenij Onegin l’anno successivo, titolo che ha condotto trionfalmente anche al Met di New York (2003). A Pietroburgo ha Sokhievproseguito incessantemente con Iolanta, Sansone e Dalila, La bohème, L’amore delle tre melarance, Boris Godunov e via di questo passo, sfoderando un’instancabile e non comune capacità di concentrazione. La sostituzione all’ultimo momento di Lorin Maazel alla testa della Sydney Symphony Orchestra, nel 2005, e la nomina di direttore ospite principale e consulente artistico dell’Orchestre National du Capitole de Toulouse (2005-2006) ne hanno consolidato la stima e l’interesse internazionale, confermati dal titolo di “Rivelazione musicale dell’anno” decretato dall’associazione francese dei critici musicali per il concerto con Magdalena Kozˇená al Théatre des Champs-Elysées. L’Orchestre National de France, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Mahler Chamber Orchestra, l’Oslo Philharmonic, l’Orchestra del Royal Concertgebouw di Amsterdam e, non ultima, la Filarmonica di SokhievBerlino, sono alcune tra le nuove prestigiose partner con le quali continua a mietere successi in tutta Europa. Una febbrile attività, accompagnata da uno studio costante e da una ferrea concentrazione, lo tiene lontano da interviste e da ogni forma, non solo di divismo, ma anche di autopromozione.
Arriva a Torino, dopo il debutto con la Filarmonica della Scala in novembre, per un concerto con l’Orchestra Rai e la straordinaria pianista argentina Martha Argerich, nota non solo per le memorabili interpretazioni e incisioni ma anche per l’instancabile sostegno e promozione di giovani artisti. Insieme affronteranno il Terzo concerto per pianoforte (1916-1921) di Prokof’ev, brano tra i più noti di questo repertorio, secondo solo al Concerto in sol di Ravel per numero di esecuzioni e per gradimento del pubblico; in esso vi trovano espressione gli aspetti più tipici della personalità di Prokof’ev: dal lirismo sognante al “russismo”, fino al particolarissimo ripensamento del Settecento.
Un critico gallese, nel 2004, raccomandava di tenere a mente il nome di questo direttore, giovane ma non privo di esperienza e dal talento molto promettente, capace di ipnotizzare un’orchestra con una schiacciante serenità, con uno stile chiaro e rotondo, di conferire ai suoni orchestrali calore e ricchezza...
Ascolteremo la reazione della nostra Orchestra Nazionale. (m.p.)




FUORI SEDE

sabato 29 marzo
Bologna
Teatro Manzoni
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Tugan Sokhiev

direttore
Martha Argerich
pianoforte
Musiche di Prokof’ev, Cˇajkovskij