Una visione limpida degli obiettivi. Valori forti unificanti. Condivisione di “buone pratiche” nel lavoro quotidiano. Rispetto e fiducia. Valorizzazione delle varie individualità. Forte orientamento al miglioramento professionale. Una leadership disposta ad accettare una relazione di collegialità. C’è proprio tutto quanto serve per definire il Teatro Regio di Torino un’esemplare Learning Community professionale, una “comunità di apprendimento” in costante espansione creativa. Facciamo il punto con il sovrintendente Walter Vergnano.
Questo rigoglio di attività dà l’immagine di un Teatro molto dinamico. I gruppi da camera, tanto per cominciare…
«In primo luogo, mi sembra giusto ricordare che essi sono un’altra delle iniziative inventate da Giorgio Balmas. Mi fa piacere attribuire a lui il merito di aver gettato per primo questo seme all’interno di un teatro lirico. Fare musica da camera vuol dire lavorare assieme a dei colleghi e approfondire un repertorio straordinario che diversamente un professore d’orchestra avvicinerebbe. Significa lavorare come nelle grandi orchestre del mondo, portando i risultati della maturazione personale nella quotidiana attività lirica».
Un’iniziativa con un’origine nobile, quindi.
«Nobilissima: parte dall’amore per la musica che aveva Balmas. Per conto mio, altro non ho fatto che portarla avanti, facendola crescere. I gruppi da camera sono diventati nel frattempo diciotto. Da quest’anno abbiamo pensato di dare vita a vere e proprie stagioni concertistiche, con sei gruppi nell’inverno-primavera 2008, sei in autunno e altri sei nell’inverno-primavera 2009. Infatti, nel mese di febbraio, abbiamo inaugurato i Concerti Aperitivo la domenica mattina. Un’ora di musica con un aperitivo finale, in una città come Torino, con tutti i torinesi e i turisti che amano venire in centro la domenica, è un modo nuovo per far conoscere meglio il Teatro Regio. Nel frattempo, i gruppi continuano a svolgere l’intensa attività musicale che li ha visti spesso protagonisti in Regione».
Senza dimenticare che a essi si affiancano l’Orchestra e il Coro Filarmonici.
«Abbiamo due complessi artistici che credo la maggior parte dei teatri ci invidino. L’Orchestra Filarmonica ha un’autonomia totale da un punto di vista di scelte artistiche e di gestione amministrativa. La stagione sinfonica che presentiamo è la somma dei concerti dell’Orchestra Filarmonica ’900, del Coro Filarmonico e dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio. Artisti del Coro e dell’Orchestra lavorano oltre l’orario per fare ancor di più i musicisti. Sono segnali decisamente positivi da parte di un complesso che è cresciuto e sta crescendo in modo straordinario, grazie alla passione che ogni singolo professore, ogni singolo maestro del coro mette nel suo lavoro. Non a caso Semyon Bychkov, lo scorso novembre, ha voluto incidere in Germania il Requiem di Verdi con il nostro Coro. È un riconoscimento ai valori artistici che ci sono in questo Teatro».
E Il Regio itinerante?
«Di questo progetto va attribuito merito esclusivo all’assessore Oliva. In effetti, un Teatro come il nostro è un patrimonio non solamente dei torinesi ma di tutti gli abitanti della Regione. Nel 2008 continueremo a portare con entusiasmo quello che sappiamo fare in tutto il territorio piemontese». (a.c.)
mercoledì 26 marzo
Teatro Regio
Foyer del Toro
ore 17
incontro con l’opera
Lucrezia Borgia
a cura di Giorgio Gualerzi
e Valeria Pregliasco
ingresso libero
giovedì 6 marzo
Teatro Regio
Sala Maria Callas
ore 17
le conferenze del regio
La musica “ai miei tempi” era altra cosa
di Vittorio Bertone
edito da
Fondazione Teatro Coccia (Novara, 2007)
Presentazione editoriale a cura di Giorgio Gualerzi
e Walter Vergnano
con la partecipazione dell’autore.
ingresso libero
In collaborazione
con Associazione
Amici del Teatro Regio