marzo 2008

accademia corale stefano tempia


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Cherubini e il Requiem in do minore

Sappiamo come Beethoven non abbia mai scritto un Requiem. Ma se l’avesse fatto, avrebbe preso spunto da quello in do minore di Cherubini («Sarebbe il mio solo modello», scrive…), da lui stesso considerato, negli anni Venti del diciannovesimo secolo, «il maggiore compositore vivente». Non è un caso che proprio questa musica sia stata eseguita ai funerali di Beethoven, nel 1827.
All’epoca, l’opera di Cherubini aveva già dieci anni, essendo stata commissionata nel 1817 da Luigi XVIII re di Francia, per commemorare la memoria del fratello Luigi XVI, decapitato dai rivoluzionari ventiquattro anni prima. Proprio nella Chiesa di Saint Denis, tra i resti dei reali e in pieno clima di restaurazione postnapoleonico, il Requiem fu eseguito per la prima volta. In seguito, la pagina avrebbe trovato vari estimatori illustri, come Schumann e, soprattutto, Berlioz, che vi rilevava «straordinaria abbondanza di idee, pienezza di forme e stile sublime».
Anche per compiacere l’intento commemorativo dettato dal re (su invito del quale, poco prima, Cherubini era stato chiamato a dirigere la Cappella Musicale) e assecondarne la volontà di riconciliazione suggerita dal momento storico, il compositore toscano sceglie di ricavare un lavoro di compostezza solenne e quasi distaccata, evitando soluzioni formali di sapore pur vagamente teatrale e accedendo, invece, ad atmosfere di oggettività spirituale lontane da ogni seduzione mondana. In quest’ottica si spiega pure la rinuncia alle voci soliste, quasi a esaltare un senso di collettività alieno da privilegi. Il coro, diversamente da quanto avviene nel Requiem che Cherubini comporrà nel 1836 (in re minore) è a voci miste. La scelta di non includere violini in orchestra regala al racconto una tinta scura e connotante: qualcosa del genere farà Stravinskij, un secolo più tardi, nella Sinfonia dei Salmi. (s.v.)

Francesco B. Cilluffo, torinese classe 1979, si è laureato in storia della musica e contemporaneamente si è diplomato in composizione e in direzione d’orchestra. Dal 2003 vive a Londra, dove ha ottenuto un master in composizione alla Guildhall School e dove ha svolto un dottorato al King’s College. Da alcuni anni alterna con successo all’attività di compositore quella di direttore d’orchestra: è stato finalista in concorsi internazionali e si esibisce regolarmente a Londra (Guildhall, City of London Festival e Saddler’s Wells).
Nel 2006 ha assistito John Mauceri in alcuni concerti negli Usa e, nel 2007, ha diretto l’Ensemble Europeo Antidogma al festival MITO SettembreMusica. Nel prossimo maggio sarà direttore assistente al Gewandhaus di Lipsia.

CAMBIO DI INDIRIZZO LA BIGLIETTERIA DELL’ACCADEMIA SI È MOMENTANEAMENTE TRASFERITA IN VIA GIOLITTI 21 CON ORARIO 16-18 DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ (TEL. 011 553 93 58).




martedì 25 marzo
Tempio Valdese – ore 21
Coro e Orchestra dell’Accademia
«Stefano Tempia»
Francesco B. Cilluffo direttore

Michele Frezza maestro del coro
CONCERTO DI PASQUA
Cherubini Requiem