novembre 2008

unione musicale


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Renaud Capuçon
«Il violino è il mio secondo cuore»

Renaud Capuçon«Penso che non otterrò mai il suono che sogno di ottenere. Il suono è qualcosa che si sogna in qualche parte del cervello, del cuore, dell'anima». L'avventura di Renaud Capuçon comincia trentadue anni fa nella sabauda Chambéry. A quattordici anni è a Parigi, allievo del Conservatoire National. Nel 1995 si reca a Berlino, per studiare con Thomas Brandis, Isaac Stern, Shlomo Mintz e Augustin Dumay.

«Oltre a Isaac Stern, Christian Ferras è il modello che più mi ha segnato, ma anche Nathan Milstein e Arthur Grumiaux sono i violinisti verso il cui universo sonoro e musicale io tendo». Nel 1997 diviene primo violino della Gustav Mahler Jugendorchester. «Potete immaginare per un giovane come me cosa sia stato poter lavorare fianco a fianco con Abbado… Si deve essere sempre pronti alla ricezione. È davvero la mia filosofia di vita: cerco di prendere qualcosa di positivo da tutti gli artisti che incontro». Nel 2000 Renaud viene nominato Rising Star e Nouveau Talent de l'Année. Nel 2005 è Soliste Instrumental de l'Année.

«Il violino è il mio secondo cuore. È un po' come descrivere la donna che ami, è la mia metà». Come solista Renaud Capuçon ha suonato con una quantità incredibile di orchestre, tra cui i Berliner Philharmoniker, la Philadelphia Orchestra, l'Orchestre National de France, l'Academy of St Martin in the Fields, la Filarmonica della Scala, con direttori come Frans Brüggen, Semyon Bychkov, Charles Dutoit, Kurt Masur, Wolfgang Sawallisch.

È anche un appassionato cultore di musica da camera, avvezzo a suonare con artisti del calibro di Marta Argerich, Hélène Grimaud, Maria João Pires, Daniel Barenboim, Mischa Maisky, Mikhail Pletnev. Oltre che con Gautier, il più giovane fratello violoncellista: «In mio fratello trovo qualcuno che tende alla mia stessa direzione quanto al suono e che ha lo stesso senso del fraseggio, della linea che io sogno. È estremamente raro».

Molti dei dischi di Renaud hanno ottenuto significativi riconoscimenti. Tra essi spiccano Le bœuf sur le toit, inciso con Daniel Harding, e L'arbre des songes dedicato a Dutilleux, inciso con Myung-Whun Chung. Considerato ormai il violinista francese di punta della sua generazione, cerca però di non montarsi troppo la testa: «L'ego del solista è smisurato, ma sta a me controllarlo e gestirlo.

È una disciplina. Si controlla con il lavoro, l'analisi, mettendosi alla prova. "A cosa servo?", mi chiesi suonando a Gerusalemme a diciassette anni. Se riesco con la musica a far passare qualcosa di positivo, allora può essere che non lavori invano». Renaud Capuçon, un ragazzo genuino e un musicista sopraffino. Con un asso nella manica formidabile, il Guarneri del Gesù ex-Panette del 1737: il prezioso strumento che accompagnò Isaac Stern per circa cinquant'anni, acquistato per lui dalla Banque Suisse Italienne. (a.c.)

Quartetto Bennewitz: dal «Borciani» con furore

Vi dicono niente i Quartetti Keller, Artemis, Kuss e Pavel Haas? Sono alcuni tra i migliori giovani quartetti sulla piazza e hanno tutti una cosa in comune: la loro brillante carriera è iniziata con la vittoria del «Paolo Borciani», uno dei concorsi più importanti al mondo (direttore artistico ne è Mario Brunello) che seleziona – come è scritto con giusto orgoglio sul sito del Premio – vincitori assoluti, gruppi cioè «in grado di competere anche con i quartetti già famosi e di affrontare l'esigente pubblico dei teatri più importanti del mondo».
Finora questa affermazione non è stata smentita, per questo sarà un'occasione da non perdere ascoltare il Quartetto Bennewitz, vincitore dell'edizione 2008, che passerà anche da Torino nel corso della lunga tournée (circa 50 date) in Europa, Stati Uniti e Giappone offerta da sempre al vincitore.
Non aspettatevi, però, quattro ragazzini praghesi di talento ma alle prime armi: il Bennewitz ha già partecipato con successo a festival internazionali, si è esibito presso le più importanti sale concertistiche d'Europa, ha registrato per un numero cospicuo di radio e televisioni straniere e ha all'attivo svariati cd. L'ultimo contiene Quartetti di Janáček e Bartók ed è uscito la scorsa primavera per Coviello Classics. (l.b.)




mercoledì 5 novembre
Conservatorio
ore 21
serie dispari

Renaud Capuçon
violino
Antoine Tamestit
viola
Gautier Capuçon violoncello
Nicholas Angelich pianoforte

Musiche di Mahler, Fauré, Brahms

 

domenica 9 novembre
Conservatorio
ore 16.30
serie didomenica

Quartetto Bennewitz

Janáček
Quartetto n. 2
(Lettere intime)
Sollima
Sonnets et rondeaux
Smetana
Quartetto n. 1