novembre 2008

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Intervista

Il ritorno di Juraj Valčuha sul podio della Rai

di Stefano Valanzuolo

Un anno fa, all'indomani del suo debutto sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, qualcuno scrisse che Juraj Valcˇuha bombardava adrenalina come uno stormo di B24… «Oddio, non mi sento un distruttore e provo orrore per ogni tipo di guerra. Ma se questo è un complimento, allora va benissimo. Lo accetto volentieri». In ogni caso, fu quel concerto a rivelare al pubblico torinese le grandi doti del trentaduenne direttore slovacco. Che non si risparmiò certo, mettendo in fila pagine di Cˇajkovskij, Strauss, Rachmaninov e Hindemith. Evidentemente Valcˇuha è attratto dai programmi corposi: anche stavolta la proposta accosta quattro autori... «Haydn, Mozart e Webern sono compositori con un punto di riferimento culturale in comune: Vienna. Janácˇek, altro mitteleuropeo, sfugge a questo tratto caratterizzante, ma è innegabile che nel suo stile esistano suggestioni capaci di rimandare al Classicismo viennese e di assimilarlo, in questo senso, al giovane Webern».

Dal punto di vista dell'orchestrazione si tratta di lavori piuttosto diversi tra loro…
«Il programma è tenuto in equilibrio, con due pezzi destinati a un organico grande (Webern e Janácˇek) e altri due decisamente più raccolti. In questo modo diventa facile apprezzare i molti pregi dell'Orchestra della Rai».

La Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore di Mozart sembra celebrare
il gusto cameristico di far musica d'insieme...

«Sì, ma aggiungo che se il piacere di far musica d'insieme fosse prerogativa esclusiva del repertorio cameristico, allora mi darei anima e corpo a quel genere. Mozart, invece, dimostra come anche in ambito sinfonico si possa assaporare lo stesso gusto».

Poi la Sinfonia in si bemolle maggiore “Della regina”: un gioiello, certo, eppure oggi Haydn non riceve sempre la giusta attenzione, almeno in Italia, sul versante sinfonico. Quasi fosse fuori moda…
«Le mode passano, papà Haydn no: della sua produzione non si butta via nulla. Il fatto è che a partire dal XIX secolo le orchestre si sono molto ingrandite, e talora risulta difficile riabituare il gusto del pubblico a volumi e atmosfere più contenute».

Il suo concerto si aprirà con Im Sommerwind di Webern…
«Mi piace questo Webern non ancora maturo, vagamente straussiano nei toni e nei riferimenti. Mi piace perché mi induce a pensare, con curiosità, a cosa sarebbe diventato questo musicista se non avesse incontrato Schoenberg sulla sua strada…»

Si chiude con la Sinfonietta di Janáček: autore geniale, ma per molti ancora legato a filo doppio a una scuola e a un gusto nazionali…
«Non sono d'accordo. Janácˇek è un autore universale, come lo è Puccini, che nessuno si sogna di restringere all'ambito italiano. Basta ascoltare Jenufa per rendersene conto. È straordinaria la sua capacità di approfondire, in termini musicali, la psicologia dei personaggi… Questo lo rende attuale e caro alle platee di tutto il mondo».

Parliamo di lei, ora: una carriera fulminante l'ha portata già a dirigere complessi prestigiosi in Francia, Olanda, Inghilterra, Germania, Italia…
«Le orchestre riflettono inevitabilmente il carattere dei paesi di provenienza, perché suonare è vivere… In Francia, ad esempio, ciascuno deve avere la propria opinione su tutto e deve esprimerla; a differenza di quanto accade in Germania, dove l'opinione ognuno se la tiene per sé... In Italia? Non so ancora, ditemi voi...»

Non ha parlato di musica contemporanea. Non le piace?
«Mi piace e mi interessa moltissimo. La eseguo spesso e mi dispiace, anzi, non avere più tempo per scriverne io stesso. Entrare in contatto con i compositori aiuta l'esecutore a far vivere e progredire la musica. Peccato che spesso si emargini la produzione di oggi, chiudendola in circuiti specializzati, separandola - secondo un'abitudine degli anni Cinquanta - da quella dei grandi classici. Così si perdono di vista i legami storici che uniscono i diversi periodi e i diversi autori».




giovedì 27 novembre
ore 20.30 – turno rosso
venerdì 28 novembre
ore 21 – turno blu
Auditorium Rai
Arturo Toscanini

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Juraj Valčuha
direttore
Carlo Romano
oboe
Enrico Maria Baroni clarinetto
Ettore Bongiovanni
corno
Andrea Corsi
fagotto

Webern
Im Sommerwind, idillio
Mozart
Sinfonia concertante
K. 297b
Haydn
Sinfonia Hob. I n. 85
(La Reine)
Janáček
Sinfonietta