di Elisa Guzzo Vaccarino
È importante sapere che il Balletto Nazionale di Spagna non è una compagnia classica con le ballerine in punta e non porta in scena Il lago dei cigni o La Bayadère o Spartacus, come forse qualcuno potrebbe aspettarsi, ma nasce con la espressa vocazione di diffondere nel mondo i valori della cultura di danza più tipicamente iberica, vale a dire – volendo semplificare – il patrimonio del flamenco, per altro immenso. Senza rinnegare tacchi, ventagli, nacchere e volants, con cui si potrebbe rasentare una visione ormai stereotipata, c'è molto di più da sapere e da godere nella varietà di ritmi e di tipologie dei colori, dei passi e dei suoni di Spagna. Certo c'è, nel carnet del Bne, il flamenco, ma non solo questo.
Basta pensare a quanto dell'eleganza della forma più classica della danza spagnola, l'Escuela Bolera, è entrato nel repertorio delle "divine dell'Ottocento", come la famosa Cachucha, cavallo di battaglia di Fanny Elssler, idolo dei ballettomani, ai giorni nostri riproposta da Carla Fracci. Oggi il gruppo nazionale è diretto da José Antonio, nominato alla testa del Bne nel 2004 dal Ministerio de Cultura, alla sua seconda prova in questa posizione dopo un primo periodo di sei anni, dal 1986 al 1992.
La Compagnia ha preso vita trent'anni fa, nel 1978, affidata alle mani di Antonio Gades, campione di integrità artistica e autore di una serie di titoli teatrali che hanno stupito il mondo per asciuttezza ed efficacia, con un impatto decisivo sulla formazione di una concezione contemporanea della drammaturgia flamenca. Le sue creazioni più amate (Bodas de sangre da Federico García Lorca, del 1973, Carmen del 1983 – opere da cui Carlos Saura ha tratto pellicole di enorme successo – e El amor brujo del 1986) sono capolavori di essenzialità narrativa impeccabile e hanno mostrato quanto sia attuale la forza espressiva del flamenco più nobile. Dopo due anni Gades passò il testimone ad Antonio (Ruiz Soler), in carica dal 1980 al 1983, a cui è succeduta Maria de Ávila fino al 1986, alla quale sono poi subentrate Aurora Pons, ballerina classica e bailaora flamenca, Nana Lorca, nota anche come partner di José Greco, e Victoria Eugenia (1993-1997). Seguono poi Aida Gómez, famosa Salome per l'omonimo film del regista Carlos Saura, fino al 2001, e ancora Elvira Andrés (2001-2004), ammiratrice di Gades, che ne ha riproposto titoli fondamentali come Fuente Ovejuna.
La Compagnia, da sempre, vuol essere ambasciatrice al più alto livello e al di là di ogni tentazione commerciale o divistica degli stili autentici della cultura di ballo iberica, ricchissima; dalla base classica al folklore al modo più attuale di vivere il flamenco, un universo magnifico e complesso di musica tradotta in voce, corpo, gesto, tanto affascinante e seducente da essere stata stilizzata in balletti di repertorio popolarissimi come Don Chisciotte o nei divertissement di tanti altri titoli accademico-romantici, tra cui in primis Il lago dei cigni. Di origine misteriosa il flamenco, con il suo retrogusto di India gitana, con le sue commistioni di componenti latine, con la sua presenza nella musica colta dei cugini francesi – vedi la Carmen di Bizet –, vive nella continuità di sempre nuove generazioni di interpreti, rispettosi di una tradizione di immenso peso e nello stesso tempo innovativi, acquisendo il patrimonio del passato per trasformarlo nel presente. Il Ballet Nacional de España si è fatto applaudire ovunque e soprattutto in alcuni titoli emblematici, come la Medea di José Granero e Danza y tronio di Mariemma, Ritmos di Alberto Lorca, Fandango de Soler di José Antonio, El sombrero de tres picos, cioè il cappello a tre punte, nella versione di Antonio e di José Antonio, El concierto de Aranjuez di Pilar López, sorella minore della mitica Argentinita. Come si vede, di nome in nome, ecco delinearsi chiaramente il "passaggio di consegne" indispensabile in un'arte che nasce orale, cresce con il duende, il fuoco interiore, dei suoi maestri e protagonisti, si proietta in sviluppi evolutivi destinati a mantenerne la vitalità inesauribile e l'appeal planetario.