novembre 2008

accademiacoralestefanotempia


Torna all'indice dei contenuti

Voci per Beethoven
Un'inaugurazione originale e intensa

di Marina Pantano

Il concerto intitolato Voci per Beethoven, che in novembre l’Accademia «Stefano Tempia» dedicherà a brani sinfonico-corali del compositore di Bonn, ci offre come una sorta di raccolta, di campionario di lavori con i quali Beethoven affrontò, nel corso di tutta la sua vita, la relazione tra la voce umana e lo strumento musicale, tra la massa corale e quella orchestrale, alla ricerca di un possibile connubio, di una totale, assoluta compenetrazione tra la parola e la musica.

A esclusione del brano Ah, perfido!, ascrivibile sostanzialmente al genere più squisitamente operistico, Opferlied, Elegischer Gesang o Meeresstille und glückliche Fahrt, appartengono a periodi diversi, che vanno dalla giovinezza alla maturità, e propongono la combinazione e l’interazione di una o più voci soliste con il coro e con l’orchestra in ambito prettamente concertistico. I testi di alcuni di essi, in un certo senso, hanno anche ossessionato il compositore, che li riaffrontava ciclicamente: è il caso di Opferlied su parole di Friedrich von Matthison, di cui si conoscono quattro diverse versioni musicali.

Ma l’esempio più evidente è costituito dal brano conclusivo della serata, la Fantasia in do minore (meglio conosciuta con l’appellativo di Fantasia corale) del 1808, un concerto per pianoforte cui partecipa, nelle variazioni finali, il coro, intonando un’Ode a Santa Cecilia, in omaggio alla musica e alla poesia («Quando dominano gli incanti della musica / e si levano le parole del poeta / sorgono allora meravigliose forme / e notte e tempesta si mutano in luce»). La melodia, alle parole conclusive «Wenn sich Lieb und Kraft vermahlen, lohnt dem Menschen Gottergunst» («Quando l’amore e la forza sono uniti /  gli dei sorridono all’uomo»), anticipa la prima frase del tema dell’Ode alla gioia nel finale della Nona sinfonia (1823), l’esito più celebre di intromissione della voce in ambito strumentale. Il tema, nella sua forma originale, risale in realtà al 1794-95, al brano su versi di Gottfried August Burger intitolato Gegenliebe (amore ricambiato). Esso ha quindi abitato la fantasia compositiva dell’autore per quasi trent’anni e allo stesso tempo sembra suggerire quanto strettamente furono collegate le formule espressive di Beethoven, durante tutta la sua vita, con certi elementi armonici, melodici e ritmici, come se il sentimento gioioso conducesse ad armonie e melodie simili tra loro. Anche l’alternanza di variazioni corali e strumentali della Fantasia sembrano ribadire l’impressione che Beethoven stesse saggiando i problemi che lo avrebbero poi assorbito nella sua ultima sinfonia.

Questa ricerca di compenetrazione tra musica, parola e voce non si risolse, come sappiamo, in una intensa produzione teatrale beethoveniana: ciò fu attribuito indebitamente alla presunta incapacità di Beethoven, massimo sinfonista europeo, di pensare se non in termini strettamente strumentali. Di fatto, Beethoven era alla ricerca di un nuovo stile, di una nuova concezione di “composizione ideale” e il mondo teatrale a lui contemporaneo, dominato dallo strapotere dei cantanti e dalle formule del melodramma italiano, non costituiva un terreno fertile per il suo lavoro. Allo stesso tempo la voce umana per la potenza fisica, per la sua più piena e vasta sonorità rispetto a tutti gli strumenti, per la grandezza morale del suo significato, costituiva un mezzo cui non avrebbe per nulla al mondo potuto rinunciare e, inserendola in contesti assolutamente strumentali, anticipava Wagner, precorreva i tempi e creava le premesse di un secolo e mezzo di musica: né più né meno le premesse dell’opera tedesca.




lunedì 17 novembre
Conservatorio
ore 21

Coro e Orchestra dell’Accademia
«Stefano Tempia»

Pasquale Valerio
direttore
Michele Frezza
maestro del coro
Maurizio Barboro pianoforte

VOCI PER BEETHOVEN
Elegischer Gesang op. 118
Ah, perfido, recitativo
e aria op. 65
Opferlied op. 121b
Meeresstille und glückliche Fahrt op. 112
Fantasia in do minore op. 80