ottobre 2008

unionemusicale


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Gianluigi Gelmetti e la Sidney Symphony
Vecchio e nuovo mondo, tra passato e presente

di Fabrizio Festa

Sidney Symphony«La tournée italiana è un'occasione per i nostri due paesi di celebrare il loro stretto legame musicale, che sono orgoglioso di aver promosso durante il mio incarico con l'Orchestra. È anche un'opportunità per dimostrare al pubblico italiano come la mia amata Sidney Symphony abbia messo a frutto la nostra collaborazione durante questi cinque anni». Una dichiarazione esplicita, quasi amorosa, questa di Gianluigi Gelmetti che giunge per il concerto inaugurale dell'Unione Musicale alla testa della più prestigiosa delle compagini australiane: la Sidney Symphony appunto.
Un Gelmetti legittimamente entusiasta, come d'altronde lo conosciamo per i suoi celebrati trascorsi, per i suoi anni romani, che ha trovato proprio ai nostri antipodi (o quasi) le ragioni per lanciarsi in un'impresa certamente notevole, ma dagli esiti, almeno sulla carta, non del tutto prevedibili. Il risultato è stato eccellente. In primo luogo, come sottolinea lo stesso Gelmetti, che da cinque anni ricopre l'incarico di direttore principale, «l'insieme della cultura e dell'eredità del vecchio mondo da cui provengo, l'Italia, accoppiate alla vitalità del nuovo mondo, l'Australia, ha dato al pubblico una vasta gamma di esecuzioni profondamente ispirate».

L'Australia ha fatto, cioè, la sua parte: la magia della scoperta geografica si trasforma nell'incanto della riscoperta sonora e anche dell'emergere di un mondo musicale conosciuto più per i racconti (quelli di Chatwin ad esempio), che non nella realtà. Così chiosa, infatti, il direttore: «Mi sento privilegiato nel portare sul palcoscenico l'eredità culturale australiana attraverso l'esecuzione del famoso suonatore di didgeridoo, William Barton». La congiunzione tra passato e presente la si potrà ascoltare grazie alla partitura di Liza Lim (composer in residence), che unisce appunto il suono profondo e radicale del didgeridoo di Barton con la modernità di un'estetica musicale radicata, invece, nel nostro emisfero. Qui, del resto, sta la forza anche dell'orchestra australiana.

Non rinnegare luoghi e terra. Anzi, esaltarne le caratteristiche peculiari, proponendo nei suoi programmi, come in questo torinese, opere nate e pensate per quegli spazi, per quelle coste e quei deserti. Luoghi così speciali da aver prodotto una loro epica (quella dei Patrick White e dei Peter Weir, tanto per citare i più noti), e che ha fornito ai musicisti, interpreti e compositori più di un motivo di suggestione. Che, infine, nel programma domini Ravel non deve stupire. Sappiamo della predilezione gelmettiana per le nostalgie del francese, ma intuiamo anche del valore dell'Orchestra nel proporre pagine, ancorché note e amatissime, difficili e impervie. Pagine di Ravel, da sempre palestra delle orchestre migliori e dei direttori di talento, che metteranno in luce le doti e le capacità della Sidney Symphony.

La bussola di Liza Lim

La bussola (Compass) è strumento legato alla storia dell'Australia. Serve ad esplorare, ma anche a trovare il luogo, o i luoghi, ove le radici affondano più profondamente nel terreno. Questo è quello che fa Liza Lim, utilizzando insieme due strumenti antichissimi: il flauto e il didgeridoo. Il didgeridoo viene utilizzato secondo la sua natura, come una grande cassa di risonanza per le parole che il solista intona: Il cuore siede sulla terra / Fuoco, fuoco, fuoco / Un fiume di stelle.
Parole che William Barton pronuncia nell'antica lingua Kalkadoon, e che Liza Lim sfrutta musicalmente anche nella loro componente metrica e accentuativa. Un suono radicalmente profondo, così come bassa è l'estensione dei due didgeridoo impiegati, ripreso dagli strumenti bassi dell'orchestra. Anche il flauto vocalizza, ma lo fa con tecniche di oggi; Liza Lim scrive immaginando una sorta di traduzione/trasformazione (ecco il perché dell'evocazione del fuoco) che lega – dal grave all'acuto – un unico canto. (f.f.)




mercoledì 1 ottobre
Auditorium del Lingotto ore 21
serie dispari, pari,
primo abbonamento

Orchestra Sinfonica di Sidney

Gianluigi Gelmetti
direttore
Rosamund Plummer
flauto
William Barton
didgeridoo

Ravel
La Valse, poème chorégraphique

Lim
The Compass per flauto, didgeridoo
e grande orchestra

Ravel
Alborada del Gracioso
Pavane pour une infante défunte
Boléro