ottobre 2008

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Intervista

Evelino Pidò e il capolavoro del maestro Cherubini

di Susanna Franchi

Evelino PidòToulouse-Parigi-Torino: è questo il viaggio del direttore d'orchestra Evelino Pidò con Medea di Luigi Cherubini. Nel maggio 2005 l'ha diretta per la prima volta al Capitole di Tolosa, poi allo Châtelet di Parigi e il 5 ottobre inaugura la stagione del Teatro Regio con un nuovo allestimento con la regia di Hugo de Ana. «È un'opera che ha un grande fascino e che è stata amata da molti musicisti come Brahms o Beethoven. Innanzitutto va riconosciuto il fatto che è ben scritta a livello orchestrale, perché Cherubini era un maestro dell'orchestrazione, e a livello vocale risponde perfettamente alle "esigenze" di una tragedia che deriva da Euripide e Corneille. Mi verrebbe da dire che, a parte la sinfonia, incipit di grande slancio romantico e drammatico, dal primo al terzo atto è come se fosse un immenso crescendo. È un grande arco drammatico spinto fino al dramma finale, all'infanticidio e all'incendio. Con una lucidità folle Medea compie il più grande dei misfatti: l'assassinio dei propri figli, e muore».

La Medea che ascolteremo è quella in versione italiana?
«Sì, quella che Carlo Zangarini realizzò nel 1909 per la Scala e che è basata su una versione successiva alla prima, quella del 1854 per Francoforte, nella quale un musicista mediocre come Franz Paul Lachner tolse i dialoghi parlati che Cherubini aveva scritto e li trasformò in recitativi orchestrati: un peccato, perché c'era una grande forza nella versione originale, nell'alternare musica e dialoghi parlati, che rispettava di più la struttura della tragedia antica. Non dimentichiamo che Cherubini era una sorta di musicista “cerniera” che ha abbracciato due secoli: è passato dal Classicismo al Romanticismo. La Medea nata per Parigi nel 1797 era molto vicina alla tragédie- lyrique alla Gluck; Cherubini viveva a Parigi e aveva assorbito quel gusto francese – così come farà Rossini – e quindi quei dialoghi parlati avevano una precisa funzione drammaturgica; ora, con i recitativi orchestrati da Lachner, è più difficile dare un'unità stilistica, l'opera appare più frastagliata».

Il personaggio di Medea è ruolo difficilissimo e coinvolgente per un'interprete e il pensiero va subito alla Callas...
«Sì, è un ruolo che richiede un'eccellente cantante-attrice, capace di una grande partecipazione emotiva, perché Medea è un personaggio "gigantesco". La leggenda vuole che la bravissima prima interprete, Julie-Angélique Scio, fosse impazzita dopo averlo cantato molte volte. La scrittura vocale (che richiede note di "passaggio" e note acute) dà forza drammatica al ruolo. Medea ha moltissime sfaccettature, in quanto amante tradita, madre, figlia che ha tradito la propria patria, assassina. Il terzo atto richiede inoltre un forte pathos, con un coinvolgimento "disumano" insieme a una volcalità molto esposta che richiede il registro medio e quello acuto. Medea colpisce il cuore e l'anima. Il fatto è che anche lo spettatore non può rimanere indifferente davanti al suo dramma: è un personaggio negativo perché uccide i propri figli, ma è una donna tradita, ha lasciato tutto per aiutare Giasone, l'uomo che ama, e quando arriva a Corinto lui la lascia per sposare Glauce! Quindi noi seguiamo tutto il suo percorso, dalla lucidità alla follia omicida. Dalla prima aria, che ci racconta la sua inquietudine e ne traccia l'aspetto umano, fino alla trasformazione che compie in lei l'istinto di vendetta. Qui al Regio la protagonista sarà Anna Caterina Antonacci che ha debuttato questo ruolo con me nel 2005: vocalmente lo ha risolto molto bene e ne fa un personaggio straordinario».

Prosegue la collaborazione
con Rai-Radio3 che prevede la trasmissione delle opere della Stagione 2008-2009 del Teatro Regio: appuntamento giovedì 9 ottobre alle ore 20 per la diretta di Medea. Sarà inoltre realizzato un dvd con Rai Trade.
Domenica 5 ottobre alle ore 19 al Cinema Massimo è prevista la proiezione della Prima.




LE CONFERENZE DEL REGIO

ottobre 2008

Sala Maria Callas
ore 17

sabato 4
Le note dei sogni
I compositori del
Teatro dei Piccoli
di Vittorio Podrecca

a cura di Alfonso Cipolla
con la partecipazione
di Ettore Borri
e Alberto Jona
Studenti del Conservatorio di Novara eseguono
arie e duetti tratti
dalle opere allestite
o commissionate
da Podrecca

mercoledì 8
Berlioz di Laura Cosso (L'Epos, 2008)
presentazione editoriale
a cura di Giorgio Pestelli

mercoledì 15
Cent'anni
del politeama chiarella

a cura di
Giorgio Rampone
e Alberto Testa