ottobre 2008

teatroregiotorino


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Cinque campioni di belcanto per Cherubini

di Luca Del Fra

AntonacciDopo una fulminea apparizione alla Scala nel 1909, il ritorno di Medea sui palcoscenici italiani si deve a una memorabile produzione del Maggio Musicale Fiorentino del 1953, voluta dai lungimiranti Vittorio Gui e Francesco Siciliani. Nel ruolo della maga brillava allora il nome di Maria Callas, ma dopo di lei molte altre primedonne ne hanno indossato i panni: Magda Olivero, la compianta Leyla Gencer da poco scomparsa, Leonie Rysanek, Gwyneth Jones, Sylvia Sass e Shirley Verrett, per citarne solo alcune. Nessun dubbio, comunque, che se l'eroina di Euripide svolge un ruolo catalizzante nella vicenda, nondimeno intorno a lei si muove un quartetto di personaggi dal notevole peso specifico: da Giasone al re Creonte, dalla principessa Glauce fino a Neris, l'ancella di Medea cui è riservata l'indimenticabile aria che vede la voce specchiarsi nel fagotto obbligato. Presentando a Torino per la prima volta Medea per la sua inaugurazione di stagione, il Regio ha risposto a questo stimolo con un quintetto d'interpreti di alto profilo e qualità artistica, prestigiosi esponenti di una scuola di canto italiana e di estrazione belcantistica.

filianotiNel ruolo della protagonista spicca la presenza di una vera star internazionale: Anna Caterina Antonacci, cui il timbro tondo e particolare permette di spaziare con disinvoltura tra i registri di soprano e di mezzosoprano. Una carriera che inizia sotto le stelle del balcanto, Mosé in Egitto, Ermione, Elisabetta di Gioachino Rossini, oppure gli Orazi e Curiazi di Domenico Cimarosa, finché intorno alla metà degli anni Novanta si verifica la svolta strategica verso ruoli "falcon" che valorizzano più il versante della tragédienne che quello della virtuosa. La Antonacci affronta così il Barocco, ma si dedica anche al repertorio settecentesco come quello di Christoph Willibald Gluck, con Alceste e una memorabile Armida diretta da Riccardo Muti alla Scala, che la vide trionfare insieme ai giovanissimi Juan Diego Florez e Violeta Urmana. Una strada che la porterà a maturare ruoli di cantante-attrice tragica, e che ha come esito quasi ovvio il personaggio di Medea, che al Regio canterà per la prima volta in Italia dopo un paio di produzioni in Francia. E, data l'accoglienza festeggiatissima di queste recite in terra francese, è lecito attendersi molto da questa artista in questa nuova prova del suo talento drammatico.

ForteIn Giasone il pubblico del Regio ritroverà Giuseppe Filianoti, che in primavera ha avuto modo di apprezzare nella Clemenza di Tito, curiosamente una partitura da considerarsi tra gli incunaboli di Medea. Il timbro bellissimo e omogeneo, la tecnica eccellente, la peculiare vena elegiaca del tenore calabrese lo hanno reso non solo un interprete ideale per Mozart, ma anche del teatro francese dell'Ottocento, si pensi al Faust di Gounod o al Werther di Massenet. Filianoti rinsalda anche il suo legame con Torino, debuttando per la prima volta nella parte del capo degli argonauti, a pochi giorni dall'inaugurazione della Scala che lo vedrà impegnato come Don Carlo.

MingardoCertamente il grande eclettismo di Cinzia Forte, artista che spazia dal teatro del Seicento fino alla recente prima italiana della Phaedra di Hans Werner Henze infilando tutti i generi musicali e le diverse aree culturali, è dovuto a un'innata curiosità ma anche a una saldissima tecnica vocale, che l'ha resa interprete privilegiata del repertorio belcantistico di Rossini, Bellini e Donizetti. A questo la cantante romana unisce una deliziosa presenza scenica; insomma una scelta ideale per il ruolo di Glauce, la rivale di Medea, che, pur non essendo protagonistico, è stato affrontato spesso già in passato da interpreti di primo livello come Gabriella Tucci e Renata Scotto.

ParodiNeris, l'ancella di Medea, è un ruolo destinato a un'altra personalità artistica percorsa da una forte curiosità per i generi e gli stili più diversi: Sara Mingardo, così culturalmente agguerrita da poter affrontare sia alcune Cantate di Bach con John Elliot Gardiner, sia la Sinfonia n. 2 di Mahler, sia, proprio a Torino, la Rapsodia per contralto di Brahms.
Creonte sarà Giovan Battista Parodi, un giovane basso italiano, timbro bello e profondo, emissione tonda e dal colore pastoso, e che si è segnalato in una recente produzione di Bohème alla Scala. Di figura alta e imponente, darà autorevolezza al re di Corinto, sotto il cui sguardo prende corpo la tragedia.

Concerti aperitivo
I primi due appuntamenti della Stagione

La Stagione 2008-2009 dei Concerti Aperitivo inizia nel mese di ottobre con due appuntamenti: il 12, con Archi e Incanti, e il 19 con Melodie all'italiana. Al Barocco è dedicato il programma dell'ensemble Archi e Incanti. Un tributo che, partendo da Corelli e giungendo a Haendel, con il necessario omaggio vivaldiano, ci rammenta quanto la produzione tra Sei e Settecento sia ancora oggi uno dei fulcri della programmazione musicale in Occidente. Analogo il discorso per la melodia italiana. Cambiano secoli e nomi, si passa all'Ottocento e al Novecento, con Verdi, Puccini, Cilea e Tosti, ma il risultato non cambia: è anche questa una delle architravi della nostra cultura musicale, geneticamente ormai inclusa nella comune memoria sonora.